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Dibattito, le domande
dal pubblico e le
risposte dei candidati

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Al termine del dibattito tra candidati il confronto ha visto come protagonista il pubblico. Data l’ora tarda e per non sforare oltre la mezzanotte, ora di chiusura della campagna elettorale, hanno potuto prendere la parola soltanto sei componenti del pubblico.

A rompere il ghiaccio è stato l’ex sindaco di Casalmaggiore Massimo Araldi, che ha “tirato la volata” a Massimo Mazzoli, sottolineando come il candidato di Centro Democratico sia stato l’unico a parlare di doveri dei cittadini. “Chiedo poi” ha chiesto Araldi “se Mussetola e Bongiovanni abbiano già iniziato il processo di beatificazione di Maroni. Dico all’amico Giacinto Boldrini che io difendo le foreste di pianura e che i pioppi assorbono solo di giorno, non di notte, e chiudo ricordando a Pasotto che, anche con poche risorse, abbiamo costruito un gioiello come l’ospedale Oglio Po”. Boldrini ha risposto sottolineando che “almeno di giorno i pioppi assorbono CO2, cosa che invece le foreste di pianura non fanno”. La Mussetola ha risposto con una battuta: “La beatificazione si fa per i morti, a noi Maroni serve vivo”. Pasotto ha condiviso l’importanza dell’Oglio Po, rivendicando nel programma di Ingroia l’attenzione per i “presidi territoriali”.

C’era attesa anche per l’intervento dei “grillini” che, pur senza candidato sul palco, sono intervenuti in platea e hanno posto qualche quesito. Lorenzo Crescini, giovanissimo, ha chiesto direttamente “perché la gente dovrebbe credervi dopo tanti anni di promesse mancate? Parlate tutti la stessa lingua”. Paola Bandini ha evidenziato che “non si può fare di tutta l’erba un fascio: io, ad esempio, non sono una politica e non parlo politichese. Forse dovresti fare più attenzione al dibattito e non giudicare per partito preso”. Crescini ha accusato i candidati di non fare abbastanza per l’ambiente. Boldrini ha risposto ricordando il suo intervento sull’agricoltura, Bongiovanni ha rivendicato la forza delle biomasse, definite “energie rinnovabili, contrariamente a quanto pensa il Movimento 5 Stelle”, Michela Scaramuzza ha accusato i “grillini” di “volere solo distruggere, mentre sul palco tutti i candidati hanno dimostrato, pur nella divergenza di idee, voglia di fare. Andare in piazza a urlare è troppo facile”. Pasotto infine ha auspicato un asse di convergenza a livello locale tra “grillini” e Rivoluzione Civile.

In tre passaggi l’intervento di Paolo Zani, noto esperto casalese in materia di pensioni. “Non mi avete convinto e non vi voterò. Primo: come si può definire il sistema sanitario lombardo un modello? Secondo: Boldrini, che guida il Partito dei Pensionati, ha votato la ricongiunzione onerosa con Berlusconi regnante, sostenendolo. Terzo: sempre per Boldrini, i pioppi sono gli alberi più inquinanti che esistano”. Bongiovanni sulla Sanità ha risposto che “se vuole il signor Zani può andarsi a fare curare fuori dalla Lombardia”; Mussetola ha sottolineato che “non c’è nulla di drammatico nel domandare il costo di una prestazione sanitaria (Zani lamentava di essersi sentito un peso, quando gli hanno ricordato quanto era costato, ndr)”, Pasotto ha invece difeso Zani sul “modello lombardo della sanità, definendo penosa la questione dei ticket e gonfiata la spesa sanitaria”. Boldrini ha invitato Zani “a un tavolo con esperti pioppicultori per approfondire la questione, evidenziando di avere sempre difeso gli interessi dei pensionati”.

Un altro “grillino” 22enne, Matteo Rastelli, ha chiesto perché nessun politico accetti il referendum senza quorum come forma di democrazia diretta. Mazzoli ha ricordato che il vero problema è “la scarsa formazione politica dei giovani”, Scaramuzza ha precisato che “le votazioni sono l’espressione massima della democrazia”, Pasotto ha sostenuto che “un referendum non basta a legittimare tout-court un governo. Non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca, facendo di tutta l’erba un fascio”.

Ha battuto pesantemente sul tasto dell’agricoltura Sante Cavalli, che ha riportato diversi esempi, dilungandosi parecchio, vissuti personalmente sulle difficoltà in campo agricolo. “L’unico che ne sa qualcosa qui dentro è il senatore Boldrini” ha sentenziato Cavalli. “Magari non saremo espertissimi” ha ribattuto Mussetola “ma siamo portavoce di futuri assessori che sanno il fatto loro”. Pasotto ha risposto con una battuta: “Noi non siamo esperti, ma Renzo Bossi e la Minetti cos’erano?”. Bandini invece ha rivendicato di avere affrontato la questione, specificando di “avere proposto uno snellimento della burocrazia nelle attività agricole”.

Chiusura con Paola Mantovani, che ha attaccato la Lega. “Avete tagliato il welfare del 70% e parlate di tagli alla pubblica amministrazione. Avete bruciato la bandiera italiana e ora parlate di Europa. Con che coraggio? Al governo in questi 20 anni c’eravate voi”. Bongiovanni ha risposto che “l’Europa che ha in testa la Lega non è quella attuale, delle banche e dei massoni, ma quella dei popoli. Dobbiamo reimpostare il concetto di Europa. Vogliamo una macro-Regione per contare a Bruxelles. Confermo invece che i tagli alla pubblica amministrazione vanno effettuati a Roma”. Mussetola si è invece smarcata. “Io faccio parte di una lista civica, non della Lega. Non è il programma di Maroni a voler tagliare il welfare: Maroni può avere commesso degli errori, ma in Regione non è mai stato”.

Giovanni Gardani

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