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Il 9 marzo a teatro
per festeggiare
un anno di MIA

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Il Comune di Casalmaggiore, Assessorato alle pari opportunità, il Gruppo M.I.A. e Rete Donna Cremona, in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per sabato 9 marzo ore 18 presso l’Auditorium Santa Croce “L’odore del mondo”, di e con Gisella Szanislò e tratto da un testo di Concita De Gregorio. E’ vincitore della III Edizione del Premio Fuori Lugo – Volvèr Café. L’ingresso sarà libero e  a seguire sarà offerto un piccolo rinfresco.

Si tratta di un’iniziativa, che si inserisce in un programma generale di iniziative, che testimonia l’importante sinergia, collaborazione e

condivisione che si sta sviluppando tra il Comune di Casalmaggiore e le associazioni che operano su tutto il territorio provinciale, quali ReteDonne – Se Non Ora Quando?, Arci Cremona, Donne Senza Frontiere, Cgil, Cisl, Uil, Aida Associazione Incontro Donne Antiviolenza di Cremona, Associazione Donne Contro la Violenza di Crema, Donne per Soncino (commissione ApertaMenteLab) e Amnesty International gruppo di Cremona.

Lo spettacolo si terrà ad un anno dalla nascita di M.I.A. (Movimento Incontro Ascolto) e dall’apertura a Casalmaggiore dello sportello d’ascolto dedicato alle donne vittime di violenza. Lo sportello offre  ascolto alle donne vittima di violenza, accompagnamento alla rete dei servizi, assistenza psicologico-legale.

Di seguito la recensione dello spettacolo:

“L’odore del mondo è uno spettacolo che racconta della vita di Irina, una bambina Moldava, della sua famiglia, di un avvenimento che all’età di dodici anni sconvolge la sua vita. Irina è una bambina bella. Sua nonna le ha sempre detto: “Sei bella come prima stella di sera!”. Dopo il giorno del suo dodicesimo compleanno, Irina intraprenderà un viaggio che la farà diventare adulta e che la costringerà a riconsiderare la scala delle sue priorità.

La bellezza, che da bambina era stata per lei un vanto e motivo di gioia, ad un certo punto della sua vita diverrà una zavorra e in essa dovrà smettere di riconoscersi per ritrovare la libertà perduta e tornare a essere padrona del suo destino.

Il racconto parte dal ricordo di un odore, quello della zuppa che la nonna le cucinava nei giorni di festa e si chiude con la descrizione della ricetta proprio di quella zuppa. La narrazione si sviluppa attraverso tre fasi che Irina vive, che corrispondono ai tre momenti scenici attraverso cui si evolve lo spettacolo e che rappresentano, anche, tre fasi fondamentali della vita di una donna: la fanciullezza, l’età della fertilità e quella della consapevolezza. Il paradigma di un viaggio che noi tutti compiamo, affrontando le esperienze della vita alla ricerca di noi stessi”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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