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Quando Laura Boldrini
fece tappa a Viadana
per le foto di Salgado…

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La nuova presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini a Viadana ha lasciato il segno quattordici anni fa. Un segno rapido ma incisivo.

Correva l’anno 1999, amministrazione Luigi Meneghini: in quegli anni Laura Boldrini era portavoce dell’Unhcr, agenzia dell’Onu che si occupa di rifugiati politici e non solo. E in quel periodo Sebastiao Salgado, il celebre fotografo brasiliano, tra i migliori al mondo, realizzò una mostra dedicata proprio a queste persone “dimenticate” di ogni nazionalità, che fece il giro del mondo.

Salgado per la precisione regalò i suoi scatti alla Unhcr, imponendo semplicemente un prezzo “politico”: 5 milioni di lire (nel 1999 l’euro non circolava ancora, o meglio era presente solo come unità di misura sul mercato finanziario) per ospitare i suoi scatti ispirati e di denuncia.

“E cinque milioni” racconta Giancarlo Roseghini, all’epoca attivo sul fronte della cooperazione, oggi segretario federale di Rifondazione Comunista a Cremona oltre che membro di Rive Gauche Casalmaggiore “era davvero un prezzo stracciato se rapportato alla qualità eccelsa di quella mostra. Un prezzo politico, appunto: una mostra di Salgado, all’epoca poteva arrivare a costare anche 20-25 milioni di lire. Ma Salgado chiese quella cifra perché fosse accessibile anche per le piccole amministrazioni comunali. Tengo a precisare che quei soldi andavano poi in beneficenza, dunque più mostre si tenevano, più amministrazioni accettavano, meglio era per tutti”.

Roseghini contattò l’Unhcr come membro della Lapo (Laboratorio Progettuale Aperto), che in quegli anni organizzò anche una mostra sul Kosovo e teneva i contatti con la stessa agenzia dell’Onu (oltre che con altre Ong). Fu in quell’ottica che arrivò la partecipazione di Laura Boldrini. “Ricordo” racconta Rosegnini “che si presentò in punta di piedi, molto umile, mostrandosi al contempo disponibile e impegnata a tenere contatti con diverse associazioni umanitarie. Era già famosa, andava ai tg, rilasciava interviste, aveva un ruolo di spessore. Era sempre in prima linea. Ma a Viadana si presentò come una di noi e conquistò la platea, nel giorno dell’inaugurazione della mostra”.

Infine un dettaglio, per così dire, politico. “Ricordo” spiega Roseghini “che a Viadana l’amministrazione Meneghini, di stampo leghista, accettò con favore la nostra mostra. Grazie al tramite di Marisa Pizzamiglio riuscimmo a organizzare tutto e anche il sindaco fu ben contento di ospitare questa iniziativa. A Casalmaggiore, invece, l’allora amministrazione di centro-sinistra ci disse pervicacemente di no: non abbiamo mai capito i motivi, ma l’assessore Martelli all’epoca rifiutò quella mostra. Motivi economici? Forse, ma in quel periodo vennero organizzati eventi che ad oggi dobbiamo ancora finire di pagare”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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