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Gianni Fava nuovo
assessore regionale
all’Agricoltura

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La prima volta di un rappresentate dell’Oglio Po come Assessore Regionale all’Agricoltura. La prima volta di Gianni Fava, che lascerà a breve la Camera ma dalle 17 di oggi è già operativo e insediato al Pirellone. Lo abbiamo contattato mentre rientrava proprio da Milano, in auto.

Onorevole, anzi Assessore Fava, cosa prova? “Sono molto onorato, anzitutto, perché rappresento un territorio importante, come l’Oglio Po, in una Regione importante, la prima in Italia e tra le prime in Europa nel settore, in una Giunta importante, quella che a mio avviso darà la svolta alla Lombardia”.

Alla Camera più onori e qualche onere in meno. La sua è una scelta non scontata. “Roberto Maroni mi ha ringraziato, in camera caritatis, per questa mia decisione: ha capito che non era facile, ma sapeva che non avrei mai potuto dirgli di no. Ora avrò maggiori impegni e minori benefici, ma l’ho fatto per il mio territorio: Maroni non era sorpreso della mia decisione, era piuttosto compiaciuto di una circostanza che attendeva”.

Fava rivela di avere ricevuto parecchie telefonate. “E non solo: anche mail e sms. Da tutta la Lombardia: sarò nell’occhio del ciclone e questo mi carica di responsabilità. Quando si parla di economia oggi, facendo politica, l’impatto della popolazione è diversa: si creano aspettative e soprattutto la gente non ha più voglia di essere delusa”.

L’impegno di Fava passa anche per parecchie deleghe. “Sarà un impegno a 360°: assessorato all’Agricoltura, delega alla Montagna, alla Caccia e Pesca, alla Filiera agroalimentare. C’è tutto, direi, anzi è quasi un ministero” scherza Fava “. Al momento sono un po’ frastornato, dovrò forse cambiare vita e programmi, ma oltre al dato personale emerge una grande soddisfazione”.

La provenienza dall’area Oglio Po cosa comporta? “Grande attenzione, ma non preoccupazione. E’ grave che un’area produttiva come la nostra sia sempre stata dimenticata. Da oggi sento la responsabilità di provare a colmare il gap, perché non voglio tradire il territorio su un comparto che è vitale per la sua economia”.

Fava ha 90 giorni di tempo per optare, ma abbandonerà la Camera molto prima. “Abbiamo una serie di votazioni istituzionali da qui al 15 aprile. Poi, quel giorno, sarà eletto il presidente della Repubblica: solo allora mi dimetterò, subito dopo la scelta del nuovo capo della Stato. E’ un impegno che ho preso con il mio gruppo: la mia “doppia carica” durerà poco meno di un mese”.

Giovanni Gardani

 

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