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Fiori e lacrime
La mattina surreale
dei compagni di Martina

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Una mattinata mesta, stringendosi l’uno con l’altro. Un rientro a scuola indubbiamente diverso: in classe, nella IV A Linguistico del Polo Romani di Casalmaggiore, sul banco che fino a mercoledì scorso era stato di Martina Sarzi, molti mazzi di fiori, portati sia dalle insegnanti della ragazza che dai suoi compagni.

Compagni scossi, che si sono sciolti in pianto in un’atmosfera che, come si suol dire in questi casi, era davvero irreale. Sei le ore previste dal programma ordinario del mercoledì per i 25 studenti della classe: nessuno però se l’è sentita di fare lezione e anche i professori, con grande sensibilità, hanno preferito fare più da psicologi che da insegnanti, donando agli studenti una valvola di sfogo e qualche momento per staccare il cervello dalle brutture degli ultimi giorni.

Abbiamo chiesto agli stessi alunni se fosse possibile scattare una foto al mazzo di fiori, al banco vuoto, senza forzare, consapevoli di un momento critico e drammatico, indubbiamente molto delicato per la privacy di ognuno. Ci hanno risposto che non volevano alcuna fotografia, preferendo restare dietro le parole e il ricordo. Una decisione che ovviamente abbiamo rispettato, come giusto che fosse. Veniamo a sapere che al funerale di Martina, fissato per domani alle ore 15, i compagni della 17enne gussolese sfileranno molto probabilmente con uno striscione in suo onore e ricordo. Lo stesso è stato preparato negli ultimi due giorni dai ragazzi.

All’inizio delle lezioni, alle ore 8.05, si sono presentati tutti i professori della classe, per un’accoglienza difficile e particolare. “Era giusto che fosse così” ci spiega una delle insegnanti  “e con tutti i professori abbiamo convenuto di impostare la mattinata senza le classiche lezioni. Parleremo ai nostri ragazzi, cercheremo di aiutarli a tirare fuori la tensione e il dolore che hanno accumulato. E li porteremo fuori qualche minuto. L’aria, in classe, è davvero pesante”.

Una prima uscita è stata effettuata in modo ordinato verso piazza Garibaldi: una processione di tutti i compagni per poi passare dal parco di via Corsica, sempre a contatto con la natura e con un luogo, appunto, senza muri né chiusure, per lasciar sfogare i pensieri più cupi. Gli insegnanti hanno sottolineato la grande dignità della famiglia Sarzi, che nel dolore più straziante, nei giorni scorsi ha accolto i compagni di Martina con affetto, consentendo a tutti di dare l’estremo saluto alla figlia 17enne. Un modo, quel saluto al corpo senza vita della ragazza, per fare anche da monito a ragazzi che, in fin dei conti, cercano solo una crescita nel segno della serenità. A quell’età dovrebbe sempre essere così. Già, dovrebbe…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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