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“Sperava passasse
un treno”. Così è andata
male al rapinatore

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La prossima volta, forse, farà meglio a studiarsi gli orari dei treni in transito dalla stazione ferroviaria di Casalmaggiore. Perché il ragazzo, classe 1989, arrestato martedì attorno alle 18 dai carabinieri della locale stazione per la rapina al negozio Benetton di via Repubblica, sperava proprio che l’ancora di salvezza arrivasse su rotaia.

Gli è andata male e la conferenza stampa di questa mattina, presso la caserma di via Cavour, è servita a illustrare i dettagli dell’operazione. Come già scritto ieri, il rapinatore, che ha subito confessato, è residente a Canneto sull’Oglio, ma non ha, come sera stato riferito in un primo momento 30 anni, bensì solo 24 anni. Non solo, il reo confesso, originario di Castellammare di Stabia non è nuovo a questi tentativi. Era infatti uscito dal carcere poco più di un anno, marzo 2012, dopo una rapina in concorso chiusa con l’arresto da parte dei carabinieri di Castiglione delle Stiviere. Non bastasse, nel 2007, quando aveva appena 18 anni, l’uomo era già stato denunciato per un furto in Galleria Gorni, a Casalmaggiore. Un delinquente seriale, insomma.

Francesco Di Paola Avella, questo il suo nome, al momento si trova in carcere a Cremona: questo, perché, come ha spiegato il capitano dei carabinieri Cristiano Spadano, intervenendo la recidiva infra-quinquennale, non si procede per processo per direttissima, data la pericolosità del soggetto. Si attende soltanto la convalida dell’arresto.

Lo stesso Spadano, alla sua prima conferenza stampa da quando è a Casalmaggiore, ha poi narrato la dinamica della rapina e delle ricerche: “Il ragazzo ha colpito in una posizione strategica, in un negozio vicino alla stazione ferroviaria, e in un orario strategico, ovvero alla riapertura pomeridiana. Ha minacciato la commessa, poi, dopo i suoi tentennamenti, ha strappato di colpo il registratore di cassa. L’inseguimento del titolare, di corsa, non è servito a fermare il ragazzo, ma è bastato per capire com’era vestito e tracciare un identikit sommario. Da lì sono partite le ricerche”.

“Il 24enne” prosegue Spadano “voleva quasi certamente prendere un treno e filarsela via, ma gli è andata male. A quel punto ha tagliato per una villetta, lasciando per strada prima il registratore di cassa, svuotato dei soldi, poi il passamontagna e il coltello. Quando abbiamo saputo che era fuggito tramite i campi, abbiamo allertato varie pattuglie nella zona e abbiamo conservato i reperti per scoprire il dna. Siamo stati bravi e fortunati: alcuni muratori hanno detto di avere visto passare un uomo con la maglietta bianca, che rispondeva al nostro identikit, passare da un bar di Vicoboneghisio. Non solo, un carabiniere in congedo, ha visto la stessa persona allo stesso bar. Da lì abbiamo ristretto il campo e le ricerche”.

Di Paola Avella è stato fermato sulla strada della frazione casalese che dal bar va verso la chiesetta, mentre tentava la fuga: ha subito ammesso le sue responsabilità e addosso gli sono stati ritrovati 640 euro, il bottino della rapina: un pezzo da 100 euro, sei da 50, nove da 20, quattro da 10 e quattro da 5. “Il repertamento è stato buono” conferma Spadano “e, anche senza confessione, avremmo incastrato il colpevole grazie al dna, trattandosi di un pregiudicato. Visti i precedenti, davanti a sè ha qualche anno di carcere. E’ stato importante, da parte nostra, il gioco di squadra tra l’aliquota radiomobile e l’aliquota operativa, che ha consentito di trarre in arresto il ragazzo nel giro di un paio d’ore dal fatto. Lo stesso titolare, in caserma per sporgere denuncia, ha riconosciuto la fisionomia dell’uomo che aveva appena inseguito e che ha costretto alla fuga nei campi”.

Il 24enne ha quindi cercato un treno di passaggio e, stando a un particolare raccontato dallo stesso Spadano, ha probabilmente colpito pensando di andare a colpo sicuro, dato che pochi minuti prima della rapina una pattuglia dei carabinieri era appena passata dal negozio Benetton, in direzione della caserma. L’inseguimento del titolare ha mandato a monte i suoi piani. Francesco Di Paola Avella ha fatto male i suoi conti.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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