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Viadana, disagio sociale:
“Fra tre giorni ci
chiudono il gas”

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Nella foto, Aurelia e Barbara Pasqualini in municipio a Viadana

Ancora situazioni di disagio e povertà all’interno delle famiglie viadanesi. Ieri mattina davanti all’ufficio del sindaco Giorgio Penazzi si è materializzato un nuovo episodio di miseria testimoniato da una madre con figlia arrivate in comune per supplicare un aiuto e un sostegno.

“Martedi prossimo ci chiudono il gas e non non sappiamo cosa fare per preparare da mangiare, scaldarci l’acqua per lavarci e riscaldare l’ambiente”: spiegano Aurelia e Barbara Pasqualini che vivono in un condominio del paese.

La bolletta del metano che è loro arrivata porta la cifra di 1.600 euro da pagare in contanti. Come i funzionari hanno già avuto modo di spiegare per ottenere il pagamento dilazionato occorre presentarsi agli sportelli prima della data ultima di pagamento non dopo la scadenza. Una regola che però quasi nessuno rispetta.

“Io ho una pensione di 250 euro mensili, mio marito poco di più. E mia figlia, iscritta ad una cooperativa che forniva mano d’opera alla Sadepan si è licenziata quando ha visto che non la chiamavano più a lavorare”.

Madre e figlia poi si lamentano della preferenza che secondo loro verrebbe data agli extracomunitari. “Quando ci presentiamo ai servizi servizi sociali i marocchini hanno sempre la precedenza su di noi. Siamo stati dall’assessore , siamo andati dal sottosindaco (come loro chiamano il vice Anzola, ndr) ma non ci ricevono mai e sono sempre impegnati”.

Versione contraddetta dalla piena disponibilità che almeno ieri mattina Penazzi ha dimostrato accogliendo madre e figlia nel suo ufficio per ascoltare questa ennesima storia di disagio e cercare di aiutare una famiglia che fra tre giorni resterà senza gas in casa.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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