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Viadana, Oselini difende
“funzione democratica
del consiglio comunale”

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Nella foto, una seduta del consiglio comunale di Viadana

Continuano a far discutere le dichiarazioni del sindaco di Viadana Giorgio Penazzi rilasciate alla nostra testata l’indomani dell’ultima riunione del consiglio comunale viadanese, datata 29 maggio e definita dal primo cittadino una sorta di teatrino in cui non si è discusso dei reali problemi della città.

“In qualità di Presidente del Consiglio comunale di Viadana – dichiara il professor Gabriele Oselini -, con spirito di assoluta imparzialità e al di sopra di qualsiasi valutazione politico-amministrativa, intendo esprimere dissenso rispetto ad alcune affermazioni non rispettose della dignità dell’Istituzione ‘Consiglio comunale’ e, con fermezza, tutelarne la dignità e il ruolo vitale che essa esercita nell’esplicazione delle proprie prerogative previste dalla legge italiana, dallo Statuto del Comune di Viadana e dal Regolamento”.

“Ricordo – prosegue Oselini – che i membri del Consiglio Comunale sono l’espressione della volontà popolare e rappresentano tutti i cittadini, e , come tali, devono essere messi nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo, specialmente convocando, da parte del sottoscritto, obbligatoriamente il Consiglio Comunale nei termini previsti dal Regolamento”.

“Il Consiglio comunale ha il diritto-dovere di esercitare le proprie funzioni su ogni questione sottoposta alla deliberazione dello stesso, mediante presentazione di proposte di odg, emendamenti, interrogazioni, mozioni, interpellanze, comunicazioni. Questo è avvenuto anche nella seduta del 29 maggio, durante la quale è stato posto all’attenzione dei Consiglieri comunali un ordine del giorno concordato nella Conferenza dei Capigruppo, sentito il Sindaco e previo parere di legittimità degli organi competenti, poi parzialmente modificato, legittimamente, su proposta sia del Sindaco che di alcuni consiglieri comunali”.

“Ogni affermazione – conclude Oselini -, se pur dettata da vis polemica contingente, tendente a sminuire la funzione democratica del Consiglio comunale va respinta, a prescindere dalle posizioni che si intendono esprimere in un’ottica di normale dialettica di confronto/scontro sulle singole questioni”.

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