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Ambientalisti: dieci
domande all’assessore
regionale Del Tenno

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Nella foto, l’assessore regionale alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno

L’assessore regionale alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno incontrerà venerdì gli amministratori cremonesi. L’appuntamento è per le ore 17, presso la sede territoriale di Cremona della Regione. In vista dell’appuntamento, il Coordinamento Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, Salviamo il paesaggio Cremonese, Cremasco e Casalasco, il Coordinamento Comitati ambientalisti Lombardia WWF-Cremona, LUCI-Cremona, Associazione Persona Ambiente – Casalmaggiore, Legambiente Cremona, Comitato Beni Comuni-Cremona, insieme, hanno diffuso un comunicato con dieci domande rivolte proprio all’assessore Del Tenno. Eccole.

1) Nel gennaio scorso la concentrazione di CO2 ha raggiunto il livello record di 395 ppm (parti per milione), avviando la temperatura globale verso un aumento di più di 2 gradi di media con gravi danni soprattutto per l’agricoltura. L’intera comunità scientifica ed ora anche la Banca Mondiale parlano della possibilità di un aumento di temperatura globale di 4 gradi a fine secolo: sarebbe un colpo devastante per buona parte degli ecosistemi che garantiscono la sopravvivenza di miliardi di persone. E’ Allarme caos climatico, c’è poco tempo: “Cambio di rotta possibile, ma subito”. Per frenare il caos climatico bisogna tagliare drasticamente le emissioni serra prodotte dall’uso dei combustibili fossili e dalla deforestazione. Mentre l’opinione pubblica è ormai molto sensibile a questi temi, non ritiene che la politica invece sia in forte e colpevole ritardo rispetto a scelte che dovrebbero essere rigorosamente coerenti con l’inderogabile necessità di contribuire,  rispettando gli impegni internazionali sottoscritti, alla salvezza del pianeta?

 

2) L’inquinamento atmosferico nuoce all’ambiente e alla salute umana e nelle regioni più inquinate (la Pianura Padana è stabilmente tra le 5 regioni più inquinate del pianeta), riduce in media di due anni l’aspettativa di vita. Un problema cruciale tanto che la Commissione Europea ha ha proclamato il 2013 “Year of the air”, (anno dell’aria).

Il nostro paese viola, costantemente e da anni, le norme della Direttiva Europea sulla qualità dell’aria. Senza sanzioni. Invece che sanzionare gli inadempimenti il nostro paese, ha sanato le proprie violazioni al dicembre 2012, rinviando a futura legislazione le modalità di adempimento  alle norme della Direttiva emanata nel 2008.

La Lombardia, come la grande maggioranza delle Regioni Italiane, non ha predisposto tempestivamente un Piano per la qualità dell’aria e il progetto oggi proposto prevede che i limiti per PM 10 e NO2 non saranno rispettati né nel 2015 né nel 2020.

Per questo l’associazione  genitori antismog di Milano nel marzo scorso ha lanciato una petizione alla Commissione e al Parlamento Europeo in cui si chiede di riaffermare il diritto dei cittadini italiani e europei a respirare aria pulita e promuovere procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la violazione della Direttiva 2008/50/CE.

Dal momento che il settore dei trasporti rappresenta il responsabile numero uno dell’inquinamento atmosferico non ritiene che prevedere, come fa il PTR (piano territoriale regionale), la realizzazione in Lombardia di nuovi progetti autostradali per complessivi 650 km, a cui se ne aggiungono altrettanti di viabilità complementare, sia in netto contrasto con l’obbiettivo inderogabile di garantire ai cittadini lombardi il diritto a respirare aria pulita?

3) Il nostro paese, e la Lombardia in particolare, ha in media più autostrade che il resto d’Europa. Mentre risultiamo nettamente arretrati nel settore delle reti ferroviarie, metropolitane e del servizio di trasporto pubblico.

Per soddisfare la domanda di mobilità del 2,8% delle persone e delle merci (è questa la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 chilometri) si impegna il 75% dei fondi pubblici destinati alle infrastrutture del settore, mentre all’insieme degli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo (dove si muove il 97,2% della popolazione) lo Stato destina solo il 25% delle risorse.

Abbiamo appreso che lei, sig. assessore, nel suo recente incontro/ascolto con gli amministratori mantovani ha dichiarato che il suo metodo futuro, stante le scarse risorse disponibili, sarà quello di non sovrapporre nuove infrastrutture di modalità differente: cioè dove prevederà gomma niente treno e viceversa. Noi invece le proponiamo un criterio diverso chiedendole di riorientare le risorse pubbliche, concentrando la spesa laddove si concentra la domanda di mobilità e, nello stesso tempo, un radicale ripensamento del settore dei trasporti, sostenendo attraverso scelte strategiche le persone che quotidianamente si muovono usando i treni locali, i bus, i tram e le metropolitane, la bici e le proprie gambe e dando l’opportunità a chi usa l’automobile di scegliere un’alternativa più efficiente, più sicura, più economica.

 

4) Il consumo di suolo nel nostro paese ha raggiunto livelli drammatici: negli ultimi 20 anni è andato perso il 15% della terra coltivata ed il fabbisogno alimentare degli italiani è coperto dal nostro paese solo in ragione del 75%. Molti altri dati le potremmo citare in proposito, ma per questo la rimandiamo alla interessante lettura del recente studio di ISPRA ed a quello della Regione Lombardia sul consumo di suolo lombardo negli ultimi 50 anni. I dati sono allucinanti.

Quanti ettari di terreno verranno sottratti all’uso agricolo per far posto alla nuova rete di autostrade lombarde, con relativa viabilità complementare ed annessi insediamenti commerciali, industriali e residenziali?  E come si concilia una tale devastante scelta nel cuore della  Pianura Padana, con le norme Regionali di vincolo e salvaguardia delle aree agricole?

5) La Provincia di Cremona vanta, tra i tanti tristi primati, anche quello di ospitare sul proprio territorio ben 140 impianti (tra costruiti e autorizzati) a biogas e biomasse. Contrariamente a quanto ci è stato fatto credere inizialmente è ora purtroppo dimostrato che trattasi di pericolose fonti di inquinamento. Tra i tanti dati ormai riconosciuti, c’è anche quello che l’inquinamento in termini di polveri sottili prodotto da questi 140 impianti equivale a quello prodotto dalla circolazione, sulle nostre strade, di ben 1.200.000  nuovi autoveicoli.

Premesso che è indispensabile, secondo noi, bloccare l’autorizzazione di nuovi simili impianti sul nostro territorio le chiediamo se la Regione Lombardia, nell’ambito delle proprie scelte programmatorie ed ai fini della elaborazione di efficaci politiche di risanamento dell’aria, stia tenendo in debito conto di tali nuovi elementi.

6) Lei ha recentemente dichiarato al settimanale “Mondo Padano” che  i lavori dell’autostrada regionale Cr-Mn partiranno entro il 2014 e che entro settembre 2013 verrà convocata la relativa conferenza dei servizi. I lavori riguarderanno i primi due tratti: da Cerese a San Biagio per collegare la tangenziale sud di Mn con la A/22, e all’altro estremo, nel cremonese, tra l’autostrada A/21 e Pieve San Giacomo e non più Piadena. Totale 14 Km.

Si è trattato di  un’accelerazione inaspettata riguardo all’iter di un progetto, quello dell’autostrada regionale Cr-Mn, che molti davano ormai per sepolto per la sua totale insostenibilità. In particolare economica.

Anche il presidente della società concessionaria Stradivaria spa, Alberto Sciumè,  in occasione della riunione congiunta delle commissioni Garanzia e Territorio della Provincia di Cremona del 16/7/2012, riportata dal quotidiano cremonese “La Provincia” in data 17/7/2012, ha dichiarato quanto segue: “Il problema è che oggi non sono garantiti volumi di traffico sufficienti per sostenere il piano economico-finanziario”.

Ci risulta inoltre che la regione abbia sempre rifiutato la logica di realizzare questo progetto a piccoli lotti senza la certezza del suo finanziamento e del suo completamento.

E’ venuta, infine, clamorosamente meno anche l’ipotesi della prosecuzione ad est del progetto con sbocco ai porti dell’adriatico. La Nogara-mare infatti non si congiungerà alla Cr-Mn all’altezza di Castel d’Ario bensì all’A/22 a nord di Nogarole Rocca nel veronese.

Tutto ciò premesso, quali sono le ragioni che hanno portato il suo assessorato a credere nella presunta priorità e strategicità di tale progetto autostradale?

7) A nostro avviso la vera ragione di questa improvvisa ed inaspettata accelerazione nell’iter della Cr-Mn ha un solo nome: si chiama art.33  del D.L.179/2012, quello che prevede il credito d’imposta per i costruttori di infrastrutture.

Lo ha ammesso lei stesso  nell’intervista a Mondo Padano del 22 aprile scorso.

Ora i giochi non possono più essere tenuti nascosti e, dal momento che i problemi finanziari per il Ti-Bre sembrerebbero risolti attraverso il contributo statale in conto credito d’imposta di 1,8 MLD di euro, Stradivaria ha dovuto scoprire le carte.

O abbandonare ogni velleità, cosa che tutti si aspettavano, o continuare ad azzardare ma senza rischiare del proprio: cioè spendendo, meglio sperperando, i soldi pubblici del contributo regionale. Ma con quelli non si arriva a Piadena, come previsto in precedenza, ma ci si ferma molto prima a Pieve San Giacomo dopo soli 9,5 Km.

Con quali garanzie circa la certezza del completamento dell’opera la regione si appresta ad avallare questa modalità di realizzazione del progetto, concedendo il previsto contributo di 108 milioni di euro? Dov’è il piano finanziario dell’opera?

8) Quanto alle risorse le ricordiamo come nel bilancio 2013 della Regione Lombardia si preveda il contributo per la Cr-Mn in una tabella allegata alla legge di bilancio dal titolo:

“Elenco degli importi da iscrivere a bilancio in relazione alle spese pluriennali che travalicano il triennio – ALLEGATO 12”

Qui la cifra complessiva di 89 MLN risulta spalmata sugli anni 2016-2017-2018-2019.

1^ annotazione: non c’è coerenza tra i tempi di erogazione del contributo e quelli di realizzazione 2014/2016 sbandierati sulla stampa. Ricordiamo infatti che il contributo verrebbe erogato sulla base degli SAL (stati avanzamento lavori) dell’opera;

2^ annotazione: nei bilanci pubblici ciò che veramente conta sono gli stanziamenti previsti nell’anno di competenza ( cioè 2013).

Nella l.r. 19/12/2012 n. 19, la legge di bilancio regionale per il 2013/2015 si legge inoltre che nelle more dell’adozione della legge nazionale richiamata dalla sopra richiamata l.costituzionale 1/2012, ai fini del rispetto del vincolo del pareggio del bilancio e del conseguente divieto di indebitamento, l’articolato al pdl bilancio prevede in via prudenziale che gli stanziamenti riferiti agli esercizi 2014 e 2015 relativi a eventuale spesa per investimenti, da finanziarsi con debito, non sono di natura autorizzatoria.

Ci chiediamo quale valenza e cogenza possano avere le cifre del contributo al progetto della Cr-Mn previste per il periodo 2016/2019 !?

9) A questo punto aggiungiamo il fatto che la Regione Lombardia si indebiterà quest’anno per oltre 2 miliardi e 450 milioni di euro.

Questo l’importo del mutuo che verrà acceso a copertura di tutti gli investimenti pregressi il cui finanziamento è stato fino ad oggi garantito dalla gestione dei flussi di cassa.

Dovendo anticipare gli stanziamenti del contributo negli anni 2014 e 2015 per renderli coerenti con l’annunciato cronoprogramma dei lavori e non potendo la regione indebitarsi ulteriormente, a scapito di quali altri possibili utilizzi la Regione Lombardia concederà il proprio contributo? Tagliando ancora una volta i fondi destinati alla sanità, al sociale, al trasporto pubblico o alle politiche per il risanamento della qualità dell’aria?

10) Il perdurare della grave crisi economica che sta interessando il mondo occidentale, dimostra sempre di più come per uscirne occorra imboccare la strada di un nuovo modello economico di cui una mobilità sostenibile rappresenta un asse portante.

Non ritiene che destinare ad una vera mobilità sostenibile i 108 milioni di euro che la Regione Lombardia dovrebbe stanziare come contributo pubblico al progetto autostradale della Cr-Mn ed i 10 milioni di euro destinati al raccordo autostradale del Ti-Bre potrebbe rappresentare, nell’ambito del suo settore d’intervento, il vero investimento per il futuro dei cittadini lombardi?

 

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