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Luca Sartori,
architetto casalese a
San Paolo del Brasile

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Nella foto, Luca Sartori

Da Casalmaggiore a San Paolo del Brasile: ecco la storia di Luca Sartori, raccontata dal protagonista al sito www.casalaschinelmondo.it. E’ il primo dei tanti casalaschi in giro per il mondo a scrivere dal Sud America, dove si trova attualmente dopo un continuo peregrinare formativo per il globo.

“La memoria è il diario che ciascuno di noi porta con sè”, scrive Sartori citando Oscar Wilde.

“Casalmaggiore il paese dove son nato e cresciuto, il paese che rappresenta i miei affetti e le mie amicizie, il paese dell’ “Odi et amo”. La dimensione di un paese che ti costringe a viaggiare, a muoverti, perché in questa vita breve e frenetica non abbiamo il tempo per stare fermi ed assecondare lo scorrere lento del grande fiume.

Quanto mi manca il Po: una delle cose che più caratterizzò la mia infanzia, su quell’argine alto, quello basso, le spiagge.

Tutto succedeva vicino al Po: la fiera, la barca, le grigliate, la moto in due e senza casco, le zanzare, i profumi, che, con lo scorrere del tempo, come per magia, rimangono sempre uguali. Ma intanto tutto cambia, persone comprese, e che bello che è tornare a casa di tanto in tanto, e capire che forse sei tu quello cambiato.

La mia voglia è sempre stata quella di viaggiare, e la mia passione per l’architettura, divenuta nel tempo il mio lavoro, mi ha costretto a farlo.

Il liceo d’arte a Parma dove scopri che la città può dare degli stimoli maggiori, l’università in Svizzera a Mendrisio per approfondire i propri gusti, le proprie passioni ed ottenere quel rigore nell’afferrare ciò che si desidera, viaggi ed esperienze di lavoro in giro per il Mondo: in Europa tra Inghilterra, Spagna, Francia, Germania, Austria, Ungheria, e poi il Giappone e gli Stati Uniti d’America.

Oggi mi trovo a scrivere queste righe in Brasile, a San Paolo, globale nelle sue dimensioni, locale nella qualità della vita, città scelta per un’esperienza fondamentale e di crescita come architetto, lavorando durante il giorno e studiando ‘Design’ durante la notte.

Il Brasile è oggi quell’ ‘American Dream’ dei nostri nonni, di quella gente povera che non aveva occasione di dimostrarsi nel nostro “Bel Paese” e la grande crisi europea è quella grande guerra dei nostri antenati, che nonostante non ci sia paragone per differenza di privilegi, ci ha costretto a scappare per sopravvivere e riscattarci.

Non sarà una scelta eterna certamente, la mia permanenza è data dalle occasioni; mi ritengo cittadino del Mondo, e Italiano prima di tutto. Casalasco per dirla tutta”.

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