Un commento

Mamma cade con bimba
dalla bicicletta: 118
interviene in via Italia

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Nella foto la discesa dove si è verificato l’incidente

Brutta disavventura per una mamma di 35 anni che in bicicletta stava trasportando la figlioletta di appena 2 anni. Tutto è accaduto, poco dopo le ore 10 di domenica, in via Italia, per la precisione all’inizio della discesa che dall’argine porta nel viale.

La donna, in bicicletta, stava scendendo dall’argine assieme alla piccola, che portava sul sellino davanti, al marito e al figlio maggiore, questi ultimi muniti delle proprie biciclette. La donna, a causa della ghiaia che si trovava lungo la strada, avrebbe perso l’equilibrio e in seguito il controllo del velocipede. Inevitabile a quel punto la caduta, rovinosa, a terra, con il volto che ha toccato terra, a giudicare dalle escoriazioni (alcune subite anche dalla bimba) e dal fatto che la donna è stata poi immobilizzata al collo. Molta paura, in particolare per la piccola e pronti i soccorsi degli stessi abitanti di via Italia, che hanno accudito le due ferite in attesa dell’arrivo dei sanitari.

L’ambulanza del 118 è arrivata sul posto e ha bollato entrambe le situazioni con il codice giallo (ferite di media gravità), per poi trasportare le due donne all’ospedale Oglio Po.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Andrea

    Che riaprano l’argine durante la sett così ne fanno manutenzione senza buche ed erbacce che crescono nelle crepe dell’asfalto, e alleggeriamo il traffico delle rotonde. E dove si corre? Che taglino l’erba sull’arginello di cinta che non può essere fruito nè da chi ci si è sempre allenato, nè da chi potrebbe tranquillamente andarci in bici, cadendo al limite sull’erba. La parola al fare, che non significa passare le domeniche a tagliare nastri. Tosaerba e vesciche sulle mani!
    E’ assurdo vedere gente che si massacra menischi sull’asfalto a 80gradi! Cultura è insegnare a correre sull’erba e lungo Po tra pioppi ed olmi, mica col k-way sugli argini sotto la canicola.
    Facciamo un corso di running: la gente si improvvisa e pensa di fare la sauna per calare prima… si disidrata e corre mezz’ora in meno. E il giorno dopo gli viene n’infarto. Correre non può essere un martirio, è un regalo oltre che fortuna e pregio; metteteci nelle condizioni per farlo. Basta guardare – ancora una volta – cosa fanno gli altri in giro per il mondo.