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Viadana, Portanuova
chiama i “responsabili”:
“Niente alibi a Penazzi”

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E’ ancora la Lista Civica Portanuova, tramite un nuovo comunicato, a scaldare ulteriormente la situazione politica a Viadana, in attesa del consiglio sul bilancio dell’11 luglio che potrebbe decretare la pace nella faida interna alla maggioranza, oppure la caduta della stessa.

“Alla tristezza di uno spettacolo indecente dentro il Palazzo Municipale” recita il comunicato “si aggiunge il fallimento politico di un progetto amministrativo che, oltre a buttare all’aria quanto fatto di buono negli ultimi 15 anni, qualcuno ha usato sia per frantumare il centrosinistra locale che per sfrattare dai luoghi decisionali chiunque potesse rappresentare la voglia di cambiamento promessa e dovuta ai viadanesi.

Gli elettori di Pd e Udc, già in calo per le forti delusioni sulle politiche nazionali, si ritrovano oggi con partiti sdoppiati nei referenti, in perenne contrasto tra loro e incapaci di esprimere una linea politica unitaria con sindaco e giunta che, anziché adoperarsi per mediare, sfruttano per decidere quel che vogliono permettendosi persino di imporre scelte, scaricare collaboratori scomodi e disattendere delibere votate. Una situazione intollerabile che si alimenta, giorno dopo giorno, di una politica che ha perso ogni contatto esterno, chiusa in stanze più o meno ufficiali ed inconsapevole della grande responsabilità per le sorti di un comune di 20.000 abitanti, tenuto in scacco da un pugno di persone in lite tra di loro”.

E ancora. “Persino le ottime ragioni di coloro chiamati “dissidenti” faticano a divenire patrimonio collettivo essendo relegate in riunioni quasi carbonare anziché trasformate in occasione di confronto aperto, trasparente e finalizzato ad ottenere il maggior consenso possibile tra i cittadini e tra quanti ne condividono lo spirito e le finalità per il bene comune”.

Poi un riferimento alla votazione sul bilancio, sempre in bilico. “Lo scouting in corso per ritrovare i voti a sostegno del bilancio, dopo che è stato criticato nei numeri e nelle scelte, non può garantire solidità e compattezza nel tempo se ad essere sostenuta è anche tutta la linea programmatica di Sindaco e Assessori, lasciando così il comune in balia dei prossimi inevitabili scontri politico-istituzionali. Il voto al bilancio preventivo non può essere un ricatto per assicurare sostegno a questa Amministrazione, ormai delegittimata dentro e fuori il municipio, ma deve divenire occasione per riconoscerne i limiti e gli errori chiedendo al Sindaco di farsi da parte e per gettare subito le basi per un nuovo progetto politico-amministrativo. Il Pd, il partito che più di altri dimostra potenzialità e capacità di cambiamento a livello locale quando non abbandona la vecchia strada di sinistra e non rinnega la sua grande storia di forza dalla parte dei più deboli, ha oggi il dovere di fare una forte autocritica sul suo essere diventato a Viadana e sul fallimento amministrativo, sia come uomini scelti che come linea politica attuata in questi due anni”.

Infine l’appello. “A coloro che noi chiamiamo “responsabili”, che si stanno dimostrando maggiormente sensibili ad un reale cambiamento nel fare politica per il bene comune riconoscendo i limiti di amministratori privi di idee e incapaci di assicurare trasparenza, dialogo e apertura al confronto, chiediamo di non dare alcun alibi a questa amministrazione che deve dimettersi immediatamente dopo l’approvazione del bilancio. Bilancio che poi potrà essere modificato nei numeri e nelle priorità nei mesi a venire ma solo con una diversa e più coesa maggioranza”.

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