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Bagno notturno
in Po senza pensare
al rischio corso…

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Alle 3 di notte, dopo una notte di musica e divertimento, forse con il grado alcolico un po’ oltre il consentito, hanno pensato bene di farsi un bagno in Po a Casalmaggiore. Questa la trovata, certo non geniale, di alcuni giovanissimi che, nella notte tra giovedì e venerdì sono scesi in riva al fiume, in corrispondenza della zona dove era attraccato il ristorante galleggiante Km 415.4, tragicamente passato alle cronache per la morte per annegamento di Giuseppe Agostini.

Una scelta decisamente pericolosa, considerando sia la potenza della corrente del fiume, che in quel momento, per fortuna, non era particolarmente forte, sia lo stato non certo sobrio, a detta dei testimoni, dei ragazzi. In quel punto, come dimostra del resto la vicenda di cronaca appena riportata, la corrente è particolarmente forte. Qualche vicino ha avuto modo di osservare la scena, perché svegliato dagli schiamazzi della compagnia. Tuttavia i ragazzi si sono allontanati dopo pochi minuti, motivo per cui non sono stati avvertiti i carabinieri. Il vero problema che fa pensare, ovviamente, non è legato ai decibel e a qualche urlaccio di troppo, bensì al pericolo enorme che la compagnia, inconsapevole, ha corso.

Il fatto è stato segnalato all’amministrazione, che sta vagliando alcuni possibili provvedimenti: uno di questo, mutuato sulla base di quanto già avvenuto a Viadana, potrebbe essere l’estensione del divieto di balneazione. Anche se, a dirla tutta, è difficile che un divieto possa fermare chi, un po’ alticcio, decide comunque di fare quello che vuole, con sprezzo del pericolo. Certo, questa scelta farebbe da deterrente, anche se in questi casi è prima di tutto una questione di educazione, che va oltre cartelli segnaletici e divieti.

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