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Monsignor Bonazzi:
Sisma, neanche i fondi
per fare i progetti

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Nella foto, da sinistra le chiese di Gussola e Casteldidone

Ad un anno abbondante dal terremoto che colpì Emilia e Lombardia orientale nel maggio 2012, e a poche ore dall’assegnazione, da parte della Regione Lombardia, di contributi per la ristrutturazione di edifici danneggiati nell’Oglio Po, monsignor Bonazzi fa il punto della situazione, in un’intervista pubblicata sul sito della Diocesi di Cremona.

Monsignor Achille Bonazzi, responsabile per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Cremona, ancora una volta lancia l’allarme. Delle 24 chiese della Diocesi danneggiate, alcune sono chiuse ancora oggi, come quelle di Cogozzo, Banzuolo di Pomponesco e la chiesa del Carmine a Sabbioneta. Altre sono solo parzialmente utilizzate come Gussola, San Lorenzo Aroldo, Drizzona e Pomponesco, solo per restare nella nostra zona.

“Purtroppo – afferma Bonazzi – pochi sono stati i fondi messi a disposizione da Stato, Regioni e Conferenza Episcopale Italiana, di conseguenza ci si deve ancora una volta affidare alle singole comunità; ma nel contesto economico attuale è davvero difficile trovare soldi solo per stendere i progetti”.

Quanto ai ritardi, il record è casalasco: “In un caso, quello di Gussola, i progetti per il ripristino non sono nemmeno stati presentati in Sovrintendenza. Altri come Cogozzo e Pomponesco sono stati presentati in marzo e si attende l’autorizzazione, dato che stanno scadendo i 120 giorni previsti per le osservazioni”.

Segnali di fiducia non mancano: “Alcuni cantieri partiranno a breve. Già il 22 luglio la chiesa di Casteldidone, mentre a Pomponesco i lavori dovrebbero iniziare nel prossimo autunno. Al momento l’unica chiesa completamente ultimata e quindi riaperta è quella di Villa Pasquali”.

Quindi il capitolo delle stime raddoppiate: “C’è stata qualche polemica con la Sovrintendenza di Mantova poiché coi tecnici subito dopo il sisma si era fatta una stima di 8-10 milioni di euro. Considerati i progetti approvati e quelli in via di approvazione, la stima iniziale è raddoppiata, e io ho dato come ipotesi indicativa una stima dei danni che si aggira sui 20 milioni. Di questi, ad oggi ne è stato speso uno”.

La prevenzione. “Qui c’è tanto da fare. Per legge ora si prevede di minimizzare gli effetti sismici, ma operare su edifici che hanno secoli è complesso e costoso”.

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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