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Attracco da diporto
per Ferragosto: ecco
tutti i segreti

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E’ un’opera che Casalmaggiore aspetta da anni e che, finalmente, sarà presto incastonata sulla sponda casalese del fiume Po, capace, con la sua imponenza, di farsi ammirare in nuovi skyline da cartolina. L’attracco da diporto con 34 posti barca (37 contando anche i tre riservati alle imbarcazioni di servizio) è ormai pronto. O meglio, al più presto sarà assemblato e posizionato ad hoc. Quando? “Se il Po non farà le bizze” spiega Marco Micolo, presidente dell’Associazione Nautica di Casalmaggiore “speriamo di poterlo inaugurare a Ferragosto”.

Abbiamo fotografato le varie parti che comporranno l’attracco da diporto. Si trovano, al momento, a Quattrocase, frazione di Casalmaggiore che, con la ditta Italian Zeta, ha avuto l’onore e l’onere di limare, saldare e sistemare ferro e acciaio zincato fino ad arrivare alla forma oggi visibile. Un pontone di testa, riconoscibile per la forma a punta, un pontone di sbarco che sarà collegato alla passerella (anche questa già pronta), quindici zatterini (o pontiletti) già zincati per i posti barca. Ora, vederli sull’erba o sul ciglio delle stradine di Quattrocase fa un po’ sorridere: presto però saranno un’opera, si spera, utile, anche per il rilancio turistico del Grande Fiume. L’ingegnere civile Secondo Visioli di Casalmaggiore mostra i disegni e spiega che tutto è stato calcolato al millimetro: “Abbiamo valutato il ribasso in posizione di magra, che servirà raggiungere per fissare l’attracco, e il rialzo in posizione di piena e abbiamo calcolato che ogni pontiletto, formato da due galleggianti e dalla griglia che li unisce, “pescherà” in acqua (ovvero andrà sotto) per 25 o 27 centimetri, a seconda del peso dell’acqua spostata. Io ho curato il progetto, che è stato poi confermato dall’ingegnere navale Carmelo Leonardo Telesca: questo perché un ingegnere civile non può, per la motorizzazione, avere l’ultima parola. La relazione è stata depositata in Provincia e ora un collaudatore farà iscrivere i pontoni di testa e di sbarco”.

Dopo di che un’opera di 112 metri necessita di lavori gravosi di sistemazione della sponda, per i cosiddetti plinti di ancoraggio. “Sarà l’operazione più pesante” spiega Visioli “. Se la posa in sé durerà 2-3 giorni, una ventina di giorni servirà per regolarizzare la sponda, che sarà spianata nei punti con la presenza di sassi. Un’operazione che verrà eseguita stando in acqua da una ditta specializzata in opere in alveo, la Cavicchini di Governolo. Non solo: un intervento sarà effettuato anche a terra. Tenendo conto che la scala di accesso sarà posta in corrispondenza dell’ex ristorante Km 415.4, lo scivolo di alaggio per mettere in acqua le barche sarà allungato, limando l’ultimo tratto molto frastagliato”.

“E’ stato importante” chiosa Marco Micolo “avere dato lavoro a una ditta della zona. L’appalto è stato vinto da un’azienda di Rovigo, che però, su nostra richiesta, ha subappaltato alla Italian Zeta di Quattrocase. E’ stato giusto, a nostro avviso, dare un segnale anche all’economia locale”.

Giuliano Lena di Italian Zeta conferma che la partita è stata di spessore: “Quattro mesi di lavoro e mancano ancora venti giorni. Siamo al 70% del lavoro e ora dovremo fare i montaggi. Tra circa un mese l’attracco dovrebbe essere pronto”.

I costi? 170mila euro di appalto totale, iva compresa. Ma i prezzi “sgrezzati” sono di 125mila euro circa: 75mila per la struttura in ferro, 50mila per i lavori a terra: Il 50% arriva da un fondo regionale intercettato dal comune. Gli altri? Li mettono i soci del Circolo Nautico, alcuni dei quali hanno già prenotato, vita natural durante, qualche posto barca, che costa 300 euro all’anno circa, comprensivi di manutenzione e servizi.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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