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Spending review?
In stazione spreco e
luci accese di notte

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Le Ferrovie tagliano dappertutto ma non su tutto. Certamente non sul consumo di corrente elettrica. In stazione a Casalmaggiore, ridotta ad un luogo fantasma senza servizi né personale, le luci di notte restano attive ininterrottamente dalle 22 alle 5,43 del mattino successivo, anche se nessun treno è previsto in quel lasso di tempo.

Giovedì mattina ad esempio erano una cinquantina i punti luce che si potevano contare accesi. Oltre ai lampioni che sovrastano i due binari in servizio (ma non di notte) ad illuminare la zona c’erano sei o sette neon che da soli basterebbero a garantire il rispetto delle necessarie norme di sicurezza. In aggiunta a questo si devono considerare altrettanti potentissimi fari dal consumo altrettanto elevato, la cui necessità davvero non si riesce a comprendere.

All’elenco delle luci rimaste accese per l’intera nottata senza sapere per chi e per quale motivo, vanno poi considerate quelle della sala d’aspetto e, colmo dei colmi, anche quella dei bagni che pure sono ermeticamente chiusi e inservibili. La chiave per accedervi un tempo era rintracciabile presso il bar che da mesi ha traslocato e adesso non si sa a chi chiederla. Tuttavia le luci dentro restano accese tutta notte.

Dunque nell’ottica del risparmio, alla stregua della indicazione entrata da qualche tempo nel linguaggio comune con la definizione inglese “spending review”, si riducono le spese per la manutenzione, quelle sul personale, tagliando servizi e assistenze indispensabili. Ma non si fanno controlli e revisioni sul funzionamento dell’illuminazione perennemente accesa nonostante a Casalmaggiore dalle ore 22 sino alle 6 del mattino successivo non transiti nessun treno passeggeri.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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