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Quando il tirocinio
diventa passione: giovani
animatori a Pomponesco

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Nella foto, i ragazzi coinvolti nel tirocinio

Dopo una settimana di tirocinio formativo in febbraio, gli ospiti residenti della Fondazione Mazzucchini di Pomponesco hanno potuto salutare, vedere ed incontrare nuovamente i cinque studenti del Liceo “E. Sanfelice” di Viadana, Alessandro Pavesi, Martina Formici, Jessica Bersellini, Elisabetta Guarino e Francesca Sartor che hanno svolto due settimane di volontariato in luglio, a supporto del servizio animazione.

Al termine della settimana di febbraio, chiesero, di comune accordo, se ci poteva essere la possibilità di ripetere l’esperienza formativa anche nel periodo estivo: e così è stato, mantenendo fede all’impegno preso e alla parola data, sia nei confronti degli ospiti residenti sia nei confronti del direttivo e dei responsabili operativi della Fondazione.

La presenza di cinque adolescenti ha portato tra le mura dell’ente un po’ di “ossigeno giovanile” nel senso di “sorriso, colore e vitalità”: i ragazzi hanno collaborato alle diverse attività con impegno ed entusiasmo, rispettando l’ambiente, il contesto e le regole dello stesso.

“I cinque giovani coinvolti hanno dato prova di maturità e responsabilità”: fa sapere l’animatore Matteo Scaroni.

“Quest’inverno il Liceo Ettore Sanfelice di Viadana ha organizzato un’alternanza scuola-lavoro nel campo del sociale per conoscere come gli operatori svolgono il loro lavoro a contatto con anziani, bambini e disabili”: spiegano i cinque ragazzi.

“Noi abbiamo scelto come meta la Casa di Riposo “Mazzucchini” di Pomponesco. Visto l’ottimo rapporto che si è instaurato con gli ospiti e con il personale, in particolare con l’animatore, abbiamo deciso di ritornare nella struttura durante il periodo estivo per fare volontariato, aiutando nelle attività di animazione in modo da portare a termine e proseguire ciò che avevamo iniziato durante il periodo scolastico. Tutti gli ospiti ci sono sembrati entusiasti del nostro arrivo perché per loro siamo come dei nipoti adottivi, ci hanno accolto con grandi sorrisi e alle nostre proposte sono sempre stati molto partecipi; per loro è stata una sorpresa e una gioia ritrovarci insieme a ridere e scherzare”.

“Siamo sicuri che anche loro si sono divertiti quanto noi e speriamo che tutti abbiano un bel ricordo delle attività svolte insieme: dalla tombola, alla musica, alle canzoni, alle chiacchierate, ai racconti dei tempi passati e della gioventù, alle “gite” al mercato. Come l’esperienza fatta quest’inverno, anche quella di questa estate è stata sicuramente un’avventura  nuova, diversa dal solito, con emozioni forti e positive anche se a volte con qualche difficoltà. Ormai ci sentiamo come parte integrante di questa famiglia allargata e ci sentiamo più ricchi per aver conosciuto tante belle persone e per esserci sentiti, nel nostro piccolo, utili per qualcuno, offrendo il nostro tempo e la nostra presenza”.

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