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Paolo Vecchi, argento
mondiale a 54 anni
ai World Master Games

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Nella foto sportduepuntozero la rosa dell’Italia d’argento: Vecchi è l’ultimo accosciato da sinistra

Sportivi sì, ma anche vincenti e soprattutto longevi. Dopo Tirel e Ponzoni, il casalasco festeggia un’altra medaglia prestigiosa a livello over: Paolo Vecchi, casalese “importato” che ha fatto grande la Santal Parma e la Nazionale Italiana tra gli anni ’70 e ’80 nella pallavolo, ha conquistato martedì a Torino l’argento mondiale a livello di over 50.

Splendido 54enne, Paolo Vecchi, che da anni allena la Conad Volley, considerato una sorta di settore giovanile per il volley di Casalmaggiore e sposato con Cinzia Buttarelli, pallavolista del Volley Casalmaggiore che arrivò fino in A2 negli anni ’80, ha vissuto un’esperienza davvero indimenticabile ai World Master Games organizzati nella città della Mole dal 1° agosto e in corso fino a domenica 11.

“Una sorta di Olimpiade” ha spiegato Paolo “anzi, qualcosa di più se è vero che erano coinvolti 20mila atleti da tutto il mondo: avevo sentito parlare del World Master Games, ma viverli da protagonista è davvero una sensazione clamorosa. Siamo arrivati secondi e sono pure arrabbiato, perché la finale persa contro la Russia (martedì alle ore 20, ndr) davanti a 500 persone è stata molto equilibrata. Abbiamo perso 3-1, ma tutti i set sono finiti ai vantaggi e in due casi siamo stati i primi a toccare quota 24”.

La rabbia c’è (“sono più ammaccato oggi che quando perdevo da giovane, forse perché allora l’occasione per il riscatto era sempre rinviata all’anno successivo”), la soddisfazione pure. “E’ stato un evento prestigioso, che l’Italia avrebbe dovuto pubblicizzare di più, anche perché era organizzato nel nostro Paese. Per carità, non ha l’importanza di una Olimpiade o di un Mondiale, però non si può nemmeno pensare che la gente possa accontentarsi delle repliche a tarda ora su Rai3 o Rai Sport. E’ stata una dimostrazione di longevità e tenacia”.

Già, perché Paolo, come diceva il replicante in quel film, ha visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare. Alcuni esempi? “L’atleta donna giapponese più anziana, che a 94 anni ancora gareggia nel nuoto e nel ping pong. Oppure il campione dei 100 metri, over 70, che corre la distanza in 13”2: alcuni giovani impiegano di più. O ancora il maratoneta di Carpi che, con più di 80 anni sulle spalle, copre i 42 km in meno di tre ore”.

Un evento con tutti gli sport rappresentati: per l’Italia del volley che torneo è stato? “Premesso che c’erano più Italie, per così dire, perché ogni nazione poteva iscrivere più squadre, abbiamo perso un solo set fino alla finale: 2-0 alla Finlandia, 2-1 alla Bielorussia e 2-0 al Canada nel girone. Poi nei quarti altra squadra canadese”.

Con un incrocio curioso. “Nella nostra squadra, composta tra gli altri da Belletti, Lanfranco, Bertoli e Dametto, giocavano tre atleti del sestetto base che vinse il bronzo a Los Angeles 1984, punto di partenza dell’epopea pallavolistica italiana. Indovina contro chi vincemmo quel bronzo? Contro il Canada, lo stesso rappresentato per quattro sesti dai nostri avversari al World Master Games: gli abbiamo concesso la rivincita” sorride Paolo “ma è andata bene ancora a noi”.

Poi 2-0 agli Stati Uniti in semifinale, e infine ko 1-3 jellato con la Russia sulla strada per l’oro. “Era la stessa Russia che avevamo sconfitto in Grecia agli Europei over 50 del 2009, quando conquistammo l’oro. In più avevano Savin, un mito della pallavolo, il Bernardi italiano, direi l’icona del volley mondiale anni ’80. Sì, abbiamo perso da un mostro sacro, ma la rabbia rimane”.

Anche se, considerando la longevità di Paolo, una nuova occasione non dovrebbe tardare a ripresentarsi…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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