Commenta

“Timeslips”: progetto
di narrazione creativa
alla Fondazione ‘Germani’

fondazione-germani-ev

Nella foto, la Fondazione Germani di Cingia de’ Botti

Alcuni ospiti del Nucleo Alzheimer della Fondazione “Elisabetta Germani” di Cingia de’ Botti, affiancati dai ragazzi del liceo artistico, sono stati protagonisti di un progetto di narrazione creativa.

Il laboratorio esperienziale, denominato “Timeslips” e partito nei mesi scorsi, è stato ideato e condotto dall’educatrice, danzaterapeuta ed esperta del metodo Iris Dall’Aglio, con la possibilità di aiutare le persone affette da demenza a esprimere la propria creatività attraverso la costruzione di storie.

“La narrazione – fanno sapere dalla Fondazione Germani – è partita da uno stimolo iniziale, una fotografia, per poi decollare diventando racconto. Le storie, infatti, sono lo specchio di mondi interiori dati per persi, ma che resistono alla condizione di demenza, offrendoci sorprese quando emergono portando in superficie i valori, i gusti, i timori, le gioie, i ricordi, lo stile unico della persona”.

“Timeslips” si basa su un programma metodologico che ha come focus la stimolazione dell’immaginazione, piuttosto che insistere sul ricordo o sulle capacità cognitive quali il riconoscimento; proprio in questo consiste la sua unicità.

Il progetto si concentra sulle capacità ancora presenti nei partecipanti quali l’espressione delle emozioni, delle sensazioni, la capacità di scelta, che possono essere comunicate in un clima di  serenità e accoglienza senza giudizio né interruzione  rispettando i tempi e le loro modalità espressivo-comunicative. Lo spazio speciale dell’incontro offre alle persone con demenza un intervallo dal fluire del tempo ordinario, un tempo dedicato alla comunicazione che diventa più gratificante perché si basa su un approccio capacitante orientato al benessere dell’anziano.

Agli incontri hanno partecipato alcuni familiari e operatori della struttura e cinque ragazzi tra i 17 e i 18 anni del Liceo Artistico “Munari” di Cremona, che hanno accolto con piacere l’idea di fornire loro le fotografie che, durante i mesi del laboratorio di narrazione, potessero dar forma alle storie.

Successivamente i ragazzi son stati presenti ad alcuni incontri in Fondazione per fotografare gli anziani, durante il processo creativo di “Timeslips”, rimanendo affascinati e stupiti dagli anziani che, pur non ricordando, hanno emozionato con le loro parole e i loro occhi.

Da un punto di vista sociale, è stata un’esperienza intergenerazionale che attraverso sguardi diversi – lo sguardo dietro l’obbiettivo dei ragazzi e quello attento degli anziani – si è arrivati a comunicare qualcosa di sé. La raccolta di questa comunicazione troverà espressione in una mostra di fotografie e storie, che racconta l’esperienza di potersi incontrare senza pregiudizi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti