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Pro Loco, ancora
bufera. Tenca: “Non so
perché non rispondono”

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Nella foto, a sinistra Tenca a destra Vallari

Gestione troppo famigliare, scarsa democrazia, nessuna votazione su decisioni importanti: queste le questioni all’interno del consiglio della Pro Loco. Oggi come tre mesi fa, prima della Fiera di Piazza Spagna. E il consigliere Giampietro Tenca, ex caporedattore del bisettimanale “Casalmaggiore” edito dalla stessa associazione che allora scagliò il sasso senza ritrarre la mano, attende ancora risposte. Marco Vallari, presidente della Pro Loco, aveva ribattuto ad una prima critica sostenendo che i fatti, ovvero il successo della Fiera di Piazza Spagna, era la miglior risposta. “Ma io non ho mai criticato gli eventi” spiega Tenca “bensì i costi, da ex bancario peraltro”. Tenca riporta casi specifici: “Gli Atomika, band cover dei Nomadi, è costata più di 4mila euro, il doppio di quanto era stata pagata a Gussola nel 2011. Io avevo proposto di analizzare un paio di preventivi diversi: il mio suggerimento non è stato nemmeno votato, eppure sono stato tra i fondatori della Fiera di Piazza Spagna”.

A proposito degli Atomika, non poche polemiche riguardano il fatto che il gruppo, dal palco di piazza Garibaldi, abbia ringraziato il gestore della Baia (gli Atomika suonarono anche nel locale) e non la Pro Loco. C’è chi, anche tra i cittadini, parla di un connubio che non dovrebbe esistere, mentre Franco Frassanito, consigliere dimissionario Pro Loco, fa un paragone. “Nel 2000 proposi quattro spettacoli di livello a soli 5mila euro. Mi dissero di no, perché era la proposta di un privato. Ma allora chi gestisce la Baia non è forse un privato?”.

Altra questione, le dimissioni dal consiglio. In qualche caso, spiegano Tenca e Frassanito, il consigliere viene richiamato in consiglio (vengono riportati due esempi, dei consiglieri Zanichelli e Grechi). “Ci servi, altrimenti entrano dei rompiballe” è la frase più gettonata. “Mi chiedo” dice Tenca, che – precisiamolo – non si è dimesso e non ha intenzione di farlo “cos’è un rompiballe? Uno come me che fa proposte diverse dalle loro?”. Per la recente Fiera di Piazza Spagna pare che non sia stato votato il programma con relativi costi: “Era già stato deciso tutto, il consiglio era impotente”. Secondo Tenca e Frassanito, un fatto aggravato dai rapporti di parentela tra Marco Vallari, Licinio ed Enrico Valenti, anime della Pro Loco. “La gestione famigliare” ripete Tenca “a mio avviso è contro lo statuto, specie se poi il consiglio, venendo meno le votazioni al suo interno, viene esautorato dal suo potere”.

Altra questione il periodico edito dall’associazione. “Io mi sono dimesso da caporedattore, perché volevano farlo diventare un giornalino parrocchiale e non intendo genuflettermi” spiega Tenca, che su quel giornale ha spesso riempito le pagine culturali “ma potrei ancora scrivere, teoricamente. Eppure nell’ultimo comitato di redazione non sono nemmeno stato invitato. Attendo ancora risposte da Vallari a un paio di mail che gli ho spedito su tali questioni: non ho niente di personale, suo padre è peraltro il mio migliore amico e questo testimonia che, davvero, non ho nulla contro di lui. Però chiedo chiarezza e non riesco a capire il suo comportamento: è da giugno che mi deve una risposta”.

Nel mentre pare che nella riunione di giovedì le dimissioni di Frassanito siano state respinte. “Ma nessuno me l’ha ancora comunicato, io comunque in Pro Loco non metto più piede”. Lo stesso consigliere che gestisce peraltro il Bar Centrale in piazza Garibaldi riporta un altro esempio. “Era arrivata in Pro Loco la proposta per organizzare la Festa dei funghi in piazza: un’idea nuova, particolare, giocata in casa perché la proposta era del Centro Micologico di Cremona. Costo? 600 euro. In Pro Loco mi dicono che la decisione sarebbe stata presa entro un mese – eravamo ancora nel 2012. Io intanto mi muovo e trovo uno sponsor che copre la cifra: vado in Pro Loco per dire che è tutto a posto, ma Vallari mi dice che ha già telefonato al Centro Micologico per rinunciare alla festa. Il tutto in autonomia, senza sentire il consiglio”.

E ancora. “Bernardo Lanzetti si era proposto, era disposto a scegliere Casalmaggiore rinunciando ad un altro concerto. Ma non ha mai ricevuto risposte” spiega Frassanito “. Gli hanno chiesto il curriculum – il che per un artista del genere è uno sgarbo – e lui l’ha portato. Ma nessuno l’ha avvisato: hanno delegato me, perché lo conosco bene, o forse perché non hanno avuto il coraggio di farlo. Preciso che Lanzetti ha portato 600 persone, in una serata fredda, a piazza Marini, e a Casalmaggiore è sempre un successo garantito”.

Situazione calda, anzi rovente. E’ ancora possibile ricomporre la frattura in serenità? “Io sono per un incontro a quattr’occhi” spiega Tenca, la cui lettera è stata rivelata proprio giovedì agli altri consiglieri. Un gesto di riavvicinamento, forse, da parte di Vallari, che però per il momento pare non essere sufficiente.

Giovanni Gardani

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