Un commento

No alla Cr-Mn, chiesta
moratoria alla Regione
e alle due Province

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E’ indirizzata al governatore della Lombardia Roberto Maroni e ai due presidenti provinciali Massimiliano Salini (Cremona) e Alessandro Pastacci (Mantova), oltre che a tutti i sindaci dei comuni interessati la lettera con la quale Cesare Vacchelli, a nome di diverse associazioni, chiede alle istituzioni una “pausa di riflessione”, ovvero una moratoria-sospensiva, per quanto concerne la realizzazione dell’autostrada Cremona-Mantova. Ecco il testo integrale della lettera.

“I sottoscritti Sindaci, Comitati, Associazioni ambientaliste, Reti, Movimenti, Forum e forze politiche dei territori Cremonese e Mantovano, viste le recenti ed autorevoli prese di posizione di contrarietà al progetto autostradale della Cr-Mn espresse da parte dell’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava, da tutte le organizzazioni agricole mantovane, nonché dal presidente di Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini, che rafforzano, a nostro avviso, la posizione e l’impegno del mondo agricolo contro le opere inutili e per la difesa del suolo;

considerato che, rispetto ad un presunto disegno strategico che vedeva l’autostrada regionale Cremona-Mantova inserita in un corridoio est-ovest che avrebbe dovuto collegare Lisbona a Kiev (circostanza smentita dalla Commissione europea in ben due documenti ufficiali), ora, a parte i tempi in cui si prevede di realizzare l’opera in questione ed il drastico ridimensionamento dei lavori previsti nella prima fase, è venuta meno anche l’ipotesi della prosecuzione ad est del progetto con sbocco ai porti dell’adriatico. L’autostrada Nogara-mare infatti non si congiungerà più alla Cr-Mn all’altezza di Castel d’Ario, per rappresentarne la prosecuzione verso est, bensì all’autostrada A/22 a nord di Nogarole Rocca nel veronese.  Questo fatto, insieme alla realizzazione della quarta corsia dell’autostrada A/4 ed all’avanzato stato di realizzazione dell’autostrada Cispadana (tratte autostradali parallele ed alternative alla Cremona-Mantova) avranno come conseguenza una notevole e ridotta capacità di attrazione di traffico del tratto autostradale Cremona-Mantova, i cui flussi di traffico, previsti nel progetto preliminare ed in quello definitivo, erano già molto deboli ed incerti;

Dato atto che il progetto del raccordo autostradale Tirreno-Brennero, che si interseca sinergicamente a quello dell’autostrada Cr-Mn, verrà di fatto interamente pagato dai contribuenti e dagli utenti nel seguente modo:

• maggiore entrata complessiva da pedaggi (in seguito alla manovra tariffaria approvata dal Cipe con delibera del 22/1/2010) pari a circa € 1.037.488.883,48;

• credito d’imposta (cioè tasse non pagate dal concessionario), ai sensi dell’art. 33 del d.l. 179/2012 convertito in legge con provvedimento n. 221/2012, per € 1.700.000.000,00;

per una  cifra complessiva di aiuti pubblici a favore di tale progetto pari ad € 2.737.488.883,48, a fronte di un costo dell’intero progetto che la stessa delibera Cipe del 22/1/2010 determinava in € 2.730.965.654,50.

Così un progetto che doveva essere interamente finanziato dalla società concessionaria, cioè dai privati, risulta invece interamente finanziato con i soldi dei contribuenti e degli utenti.

considerato che il traffico veicolare sulla rete autostradale italiana è, da alcuni anni, in costante calo e nel 2012 il tratto autostradale Piacenza-Cremona-Brescia della A/21 ha fatto registrare una riduzione del traffico del 7,2%. Dato peggiorato nei primi mesi del 2013 in  cui vi è stato un ulteriore calo del 4% circa sul 2012;

richiamato il contenuto dello studio sui flussi di traffico (il più importante degli studi su cui avrebbe dovuto basarsi la decisione circa un’infrastruttura così impattante), commissionato alla società Polinomia e pagato dalle amministrazioni provinciali di Mantova e di Cremona, che ha dimostrato che i flussi di traffico erano molto scarsi e non tali da giustificare tale opera;

Considerato inoltre che, come sopra citato, i flussi di traffico sulla rete autostradale italiana sono da alcuni anni in netto e costante calo, mentre nel piano economico-finanziario della Cr-Mn sono previsti sempre in crescita;

Considerato infine il possibile danno erariale che deriverebbe alla Regione Lombardia per i 108 milioni di risorse pubbliche previste a titolo di contributo regionale da concedere nella prima fase sulla base di stati di avanzamento lavori e che verrebbero sperperate a fronte di un’opera  inutile quanto economicamente ed ambientalmente insostenibile;

chiedono che venga dato corso ad una moratoria all’interno del procedimento decisionale, consentendo una pausa di riflessione, indispensabile, al fine di riesaminare, alla luce di quanto sopra evidenziato, la reale necessità di portare a compimento questa impattante ed onerosa scelta progettuale.

Tale riesame non può che ripartire, attraverso un percorso condiviso e trasparente, da un aggiornamento del precedente studio sui flussi di traffico commissionato alla società Polinomia ed agli atti di codeste amministrazioni. Disponibili ad un incontro e confidando in un positivo accoglimento della presente si ringrazia per l’attenzione e si porgono cordiali saluti”.

Seguono diverse firme da parte di associazioni ed enti del territorio. La lettera è infatti stata sottoscritta dal coordinamento dei comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, dal Partito dei Verdi europei, da Green Italia, dalla Lega di Cultura di Piadena, dal Circolo Legambiente Alto Cremasco, dalla Comunità del cibo Slow Food, dal gruppo consiliare Sel in Provincia a Mantova, da Italia Nostra Onlus Cremona, dal Coordinamento Comitati ambientalisti Lombardia, dal Comitato Salviamo Pietole e S. Biagio, dal Comitato Salviamo il paesaggio, dal Gruppo Consiliare “Vescovato insieme si cambia”, dall’Associazione Persona Ambiente di Casalmaggiore, dai Comitati di Bagnolo San Vito, Curtatone e Virgilio contro la Cr-Mn, da Sel Federazione di Mantova, da Legambiente Cremona, dall’associazione Wwf Cremona, dalla Lipu di Canneto sull’Oglio, dal Wwf Lombardia, dal Forum Mantova città dei cittadini, dal gruppo consiliare di Drizzona “Democrazia per una società più libera e più giusta”, da Legambiente Lombardia, dal Comitato Beni comuni Cremona, dalla lista civica il Listone di Casalmaggiore, dai comuni di Torre dè Picenardi e San Daniele Po, dai Movimenti 5 Stelle di Regione Lombardia, Viadana, Cremona e Casalmaggiore, dall’Arci Cremona, dal Circolo Prc di Cremona e Crema, dall’Isde Medici per l’ambiente, dal circolo culturale Ambiente Scienze di Cremona, dal Movimento 5 Stelle nazionale, da Italia Nostra sezione di Mantova, dal circolo Prc di Piadena, da Sel di Cremona, dall’associazione Noi Ambiente e Salute di Viadana, da Acli Cremona, dal gruppo Luci di Cremona, dal circolo Rive Gauche di Casalmaggiore, dal Prc gruppo in consiglio provinciale di Cremona, dall’onorevole Franco Bordo di Sel e dal professore dell’Università di Napoli Tommaso Montanari.

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Commenti
  • http://www.agrivico.it Paolo Segalla

    questa battaglia è molto sensata e infatti è condivisa da tutte le persone di buon senso. non possiamo più permetterci di rovinare il territorio e di buttare i soldi in opere che non servono a nessuno se non a un pugno di lobbisti che si arricchiscono (e ai loro amici politici prezzolati).