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La notte degli arresti,
trent’anni dopo:
iniziative nel viadanese

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Nella foto, l’arresto di Paolo Bergamaschi

Il Movimento Anti-Nucleare Casalasco-Viadanese organizza per sabato 19 ottobre “La notte degli arresti… 30 anni dopo. Dalla Camerlenga a Fukushima” nell’occasione del trentesimo anniversario dell’arresto di nove cittadini viadanesi deciso dal Pretore Scappellato il 20 ottobre 1983 dopo due settimane di blocchi anti-nucleare.

L’appuntamento è a Viadana, dove si tiene la mostra fotografica in piazza Manzoni, a Bellaguarda. Nella frazione viadanese, alle ore 19 aperitivo presso la Corte Camerlenga (luogo storico dei blocchi anti Enel) alle luci delle fiaccole antinucleare e alle ore 20 presso l’oratorio riflessioni con professor Gianni Mattioli e cena slow food. Alle ore 22, proiezione di documentari e filmati su Fukushima. Il tutto, “per non dimenticare e ridare forza alla scelta oggi condivisa di un futuro non nucleare e di un modello di sviluppo sostenibile e a misura di persona che rispetti le generazioni di oggi e quelle che verranno”: fanno sapere gli organizzatori.

Questa la ricostruzione dei fatti diffusa dal Movimento Anti-Nucleare Casalasco-Viadanese.

Nei giorni precedenti al 20 ottobre 1983 centinaia di manifestanti provenienti da tutta la Bassa avevano impedito in modo pacifico a Torre Oglio e Bellaguarda (Corte Camerlenga) l’accesso ai fondi delle trivelle dell’ENEL che dovevano iniziare i sondaggi finalizzati alla costruzione di una centrale atomica nel nostro territorio come previsto dal Piano Energetico Nazionale. Voleva essere un’azione dissuasiva da parte delle forze dell’ordine per intimidire le popolazioni locali e fiaccarne la resistenza ma ebbe l’effetto contrario perché accrebbe la mobilitazione della gente, rafforzò l’opposizione all’energia nucleare e obbligò i politici locali a prendere una posizione chiara e netta che mise fine ad ogni ambiguità. Altri 45 cittadini vennero poi raggiunti da comunicazioni giudiziarie. Furono giorni profondamente intensi sia dal punto di vista emotivo che da quello politico con un coinvolgimento ed una partecipazione popolare che nelle nostre zone non si ricordava a memoria d’uomo. Poi avvenne la catastrofe di Cernobyl in Ucraina, i referendum sia locali che nazionali degli anni ottanta, la nuova catastrofe nucleare del 2011 a Fukushima in Giappone ed il referendum successivo che si spera abbia messo fine definitivamente all’avventura atomica in Italia. Trent’anni dopo quei giorni sembrano lontani nel tempo ma non hanno affatto perso d’attualità. In primo luogo ci hanno insegnato quanto sia importante la partecipazione popolare nelle grandi decisioni che riguardano il territorio soprattutto quando sono calate dall’alto in nome di un presunto progresso che non serve a nessuno. In secondo luogo hanno dimostrato che la disobbedienza civile e nonviolenta è necessaria e diventa un imperativo morale quando è in gioco il futuro della tua terra. In terzo luogo i fatti hanno provato che non eravamo dei pazzi oscurantisti nostalgici della candela quando invocavamo sole e vento e le energie rinnovabili in genere come la scelta del presente e del futuro. Tanti a Casalmaggiore e Viadana e nelle province vicine hanno fatto tesoro dell’esperienza di quei giorni. Vorremmo che anche i cittadini di oggi potessero fare altrettanto.

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