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Cosa occorre per
battere questa crisi?

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La domanda è d’obbligo, visto l’andazzo: riuscirà l’Italia a trovare le idee e l’energia per ripartire?  Tutto appare fermo, desolante. Dominano le lobby sindacali, le cricche, il vecchiume, il fango, i bla-bla inconcludenti, i talk show rissosi, gli assalti giudiziari, l’analfabetismo (Visco dixit). In una parola squinziana: le porcate.

Allarmi e statistiche si rincorrono. E certificano: l’Italia si sta frantumando. O voltiamo pagina (realmente) o affondiamo. Ha scritto domenica  sul Corrierone Ernesto Galli Della Loggia: ”L’Italia non sta precipitando nell’abisso. Più semplicemente si sta perdendo, sta lentamente disfacendosi”. Paghiamo anni  di chiacchiere & paralisi, errori & debolezze, cattive lezioni di pifferai-intellettuali, di  falsi maestri, di  bisbetiche  ninfomoraliste, di  vecchie trombette e giovani tromboni. Anni in cui i pifferai ci raccontavano il loro impegno nel voler derattizzare la società “liberandola dal Male e dall’Ignoranza”. Morale: ci ritroviamo – sostiene l’Ocse – con un buon 70% di italiani che non è in grado di comprendere adeguatamente testi lunghi e complessi al fine di estrarne ed elaborare le informazioni richieste. Nel resto d’Europa questa percentuale è pari al 49%.

I nodi, però,  stanno venendo al pettine. Luca Mastrantonio (uno di sinistra, dalemiano) è uscito allo scoperto ed ha scritto un pamphlet sugli “intellettuali del piffero” (Marsilio)  e non ha risparmiato nessuno, da Eco a Saviano. Passando per Alberto Asor Rosa, uno che è in pensione dal 2003 e si batte con vigore contro le speculazioni edilizie in val d’Orcia dove il maestro tiene villa. Oppure Antonio Tabucchi, uno che ai tempi di Sofri si è battuto contro la magistratura eppoi ai tempi del Cavaliere – oplà – è passato dall’altra parte. Per carità, un intellettuale raffinato. Nel 2004 su “Micromega” ha scritto un pezzo in cui la parola “merda” era ripetuta 64 volte, una ogni 2 righe.

La situazione è nota: abbiamo 3,1 milioni di disoccupati e il 40% di disoccupazione giovanile Molti negozi chiudono lasciando in vetrina tristissimi cartelli di “Vendesi” o “Affittasi”. Migliaia di imprese hanno chiuso bottega, molte se le sono comprate gli stranieri.   Letta ha scritto  una finanziaria grigia e bigia vantandosi di aver varato una “manovra senza tasse”. Balle.  Sul Paese reale sta abbattendosi  una stangata da 2mila euro l’anno a testa, fatta di imposte e tasse in continuo aumento che il risibile taglio del cuneo fiscale di certo non compensa. I sindacalisti della Triade dovrebbero dimettersi invece, per dare un segnale della loro esistenza, minacciano scioperi generali.

La crisi è lo specchio di tutti i nostri errori passati. Inutile star qui ad elencare le rogne che sappiamo. Dietro una “modernità di facciata” (161 cellulari ogni 100 abitanti) c’è il vuoto. Vuoto di idee, di sapienza, di professionalità, di moralità.

Piuttosto che fare? Primo, cambiare classe dirigente. I ragazzi della romana “Acampada” hanno inviato un segnale forte. Sostengono che” la violenza sta nei palazzi marci. Si chiama capitalismo, brutalità del lavoro, false buste paga, nuovo schiavismo”. Esagerazioni?  E’ meglio ascoltarli. Ricordandoci dei nostri ultimi fallimenti. Ad esempio? a cosa è servito il famoso governo dei tecnici? Monti è stato in sella tredici mesi, ha imbarcato “specialisti di slalom” (lo ha detto lui) . Doveva salvare la patria, lo hanno nominato in fretta senatore a vita e piazzato a Palazzo Chigi per imporci i compiti a casa dettati dalla sciura Merkel. Un fallimento. Nostro, non suo. Lui – dopo un anno di lavoro – se ne torna a casa con un vitalizio mensile di 13mila euro.  E paghiamo ancora noi. Fino a quando?

Enrico Pirondini

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