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San Siro dignitoso per i
disabili: la petizione
parte da Casalmaggiore

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Nella fotogallery la visibilità ridotta dal settore riservato ai disabili deambulanti

San Siro, la scala del calcio. Già, ma cosa succede se in uno dei migliori stadi d’Italia e d’Europa, la visibilità per alcune fasce di pubblico è pari a zero? Può capitare, dirà qualcuno, perché in un catino da più di 80mila posti ci può stare che, dal terzo anello ad esempio, non tutti possano godere di uno spettacolo in prima fila.

Il problema però, che diventa a questo punto di civiltà e non più solamente di opportunità e di architettura, si pone se a restare fregati, per così dire, sono alcune categoria di disabili che a San Siro hanno un posto riservato a gratuito per certi appuntamenti, ma che quasi sempre non vedono nulla. La battaglia, per loro, è partita proprio da Casalmaggiore ma è stata estesa a tutta Italia, grazie all’adesione dei vari Milan Club e, proprio da questo lunedì, è possibile raccogliere firme per la petizione da presentare poi alla stessa società Milan, per migliorare la situazione. “Diamo un posto dignitoso ai disabili negli stadi a cominciare da San Siro”, questo il titolo dell’iniziativa, della petizione e anche del gruppo Facebook  realizzato ad hoc, su iniziativa dei vertici del Milan Club casalese ma destinato, tramite il web, ad arrivare ovunque: chiunque voglia sottoscrivere la petizione non deve fare altro che scaricarsi la lettera (che sotto riportiamo) dal gruppo Facebook e raccogliere le firme.

Disabili deambulanti, li chiamano: tradotto, sono tutti quei ragazzi che, pur con un handicap fisico, possono tranquillamente camminare senza bisogno di una carrozzina. I disabili in carrozzina, infatti, trovano posto nel primo anello arancione, che chiude di fatto la tribuna centrale. Da lì la partita si vede benissimo, eccome. I disabili deambulanti, invece, vengono piazzati sotto il primo anello verde, sotto la curva per capirsi, in quello che è un risvolto che si trova sotto il livello del campo. Le foto rendono meglio di qualsiasi parola la scarsa visibilità con i quali questi ragazzi devono fare i conti. I problemi derivano dal fatto che le sedie sono poste, come detto, sotto il livello del campo e dal fatto che troppo spesso striscioni e bandiere pendenti dalla curva, vadano a coprire anche il cono di luce superiore. Basterebbe poco, basterebbe riservare l’ultima fila dell’anello verde, quasi sempre vuota, da quasi 200 posti, stessa capienza del settore poc’anzi descritto.

Per questo da Casalmaggiore, sì proprio da Casalmaggiore, paladina d’Italia in questo caso, è partita la richiesta di posti migliori, firmata dal locale Milan Club, con sede al Bar Italia di piazza Garibaldi. Un messaggio per il Milan nel caso specifico, ma anche per l’Inter. Non è possibile che uno stadio che tutta Europa ci invidia, sede di diverse finali di Champions e di concerti di primissimo livello, non pensi anche a chi è un po’ meno fortunato.

Di seguito riportiamo integralmente la lettera che ha dato il via alla petizione:

“Spett.le Società Ac Milan,

siamo i presidenti dei Milan Club di tutta Italia, che hanno deciso di intraprendere questa iniziativa congiunta. All’interno dei nostri club raccogliamo, tra le altre, anche le iscrizioni di alcuni ragazzi disabili, che però non necessitano di carrozzina o strumenti correttivi per poter camminare e muoversi. Si tratta di coloro che in gergo vengono chiamati disabili deambulanti.

Come noto, il settore riservato a questi ragazzi dalla vostra società si trova sotto il primo anello verde, dietro una delle due porte di gioco. Il grosso problema è che questo settore non si trova a livello del campo ma è “incassato” al di sotto dello stesso. In tal mondo i ragazzi, per poter vedere la partita in modo accettabile, sono costretti a stare in piedi e spesso a spostarsi dal seggiolino loro riservato: l’alternativa è poter osservare qualche metro di campo dalla parte opposta dello stadio, “immaginandosi” però tutto quanto avviene nella porta (e nella parte di campo) più vicina.

In qualche occasione abbiamo chiesto agli steward di poter aiutare i nostri ragazzi a spostarsi nell’ultima fila in basso del primo anello verde, che consta all’incirca di 150 seggiolini, quasi sempre vuoti ad eccezione delle gare di cartello. Considerando che i posti riservati sotto la curva sono 200 circa, la differenza è davvero minimale. Gli steward, naturalmente, svolgono al meglio il loro lavoro e non possono fare salire i nostri ragazzi, limitandosi a far rispettare l’ordine: la motivazione ufficiale è che essi non riuscirebbero a fare le scale. In realtà, essendo disabili deambulanti, volentieri sarebbero disposti ad affrontare quei 15-20 gradini per potere in cambio godere della partita con una buona visuale. A volte gli steward ne fanno anche un problema di sicurezza, legato all’impossibilità di accedere alle vie di fuga in caso di emergenza: tuttavia, spesso è capitato, acquistando regolare biglietto, che questi ragazzi disabili osservassero la partita anche dal secondo o terzo anello. In quel caso, però, nessuno ha fatto presente il problema delle vie di fuga.

Quello che spesso umilia anche i nostri ragazzi, è il fatto che per poter vedere la partita tocca litigare, magari in mezzo alla folla che osserva incuriosita o stizzita, con gli stessi steward, che – ripetiamo – a nostro avviso hanno poche colpe, perché fanno semplicemente il loro mestiere.

Questa vicenda è stata ripresa dalla Gazzetta dello Sport, sezione Lombardia, nell’edizione del 26 febbraio 2013. In molti altri stadi d’Italia, dove alcuni dei nostri ragazzi sono stati ospitati, la situazione è nettamente migliore: i posti riservati ai disabili deambulanti sono davvero molto confortevoli sotto tutti i punti di vista. Noi ovviamente ringraziamo il Milan per la meritoria iniziativa che consiste nel regalare questi posti senza chiedere alcun esborso, tuttavia crediamo sia importante anche garantire posti all’altezza.

Ovviamente questa lettera non vuole essere fonte di una polemica sterile, anzi mira a promuovere un miglioramento, offrendo un suggerimento e segnalando una situazione che, a nostro avviso, va cambiata. Per questo motivo abbiamo portato avanti, nei mesi scorsi, una raccolta firme tra tutti i nostri soci dalle più svariate parti d’Italia.

San Siro è la Scala del calcio: crediamo, anche per questo, che debba garantire a tutti il migliore scenario possibile. Vi ringraziamo per l’attenzione che vorrete riservare a questa missiva e vi auguriamo un buon lavoro.

Sempre Forza Milan!

I presidenti dei Milan Club d’Italia”

Giovanni Gardani


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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