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San Leonardo, servono
120mila euro per il tetto
Parte la raccolta fondi

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L’annuncio è stato dato domenica scorsa, festa patronale di San Leonardo, al termine della messa e prima del pranzo che ha festeggiato gli anniversari di matrimonio più longevi della parrocchia: i tetti della chiesa e della casa parrocchiale che si affacciano su via Corsica hanno bisogno di cure.

A parlare dall’altare una laica, Donata Toscani, che ha illustrato un progetto molto concreto, partito appunto dai parrocchiani e dai fedeli, mirato a raccogliere, nel giro di un anno, almeno metà della somma necessaria per i lavori: si parla di un totale di 120mila euro di investimento, motivi per cui 50-60mila dovrebbero, si spera, arrivare dai fedeli. Questo almeno è l’auspicio di don Alberto Franzini, che ha ricordato come “la Chiesa è un luogo di tutti i parrocchiani, non solo dei preti o di chi frequenta l’oratorio. Dunque tutti devono portare un contributo”.

Che San Leonardo, seconda parrocchia di Casalmaggiore per importanza, da qualche mese associata a Santo Stefano nell’ottica di un nuovo disegno degli stessi confini parrocchiali, non fosse in buona salute, era noto ormai da un annetto circa: da quando cioè la pulizia dello spesso strato di guano di piccione sul tetto della chiesa era stato ripulito (dopo quasi trent’anni di incuria), rivelando parecchie crepe e fessure, che col tempo hanno infittito le infiltrazioni dal tetto. Il terremoto di maggio 2012 ha peggiorato le cose, anche se va detto, a onor del vero, che le scosse colpirono più che altro il Duomo, danneggiandolo, e preservarono quasi miracolosamente San Leonardo. Di fatto, insomma, quest’ultima chiesa non può rientrare nel patrimonio dei beni artistici terremotati.

Tornando al presente, a indicare che la raccolta fondi è partita, vicino alla fonte battesimale della chiesa di San Leonardo si trova un grosso cartello che ironicamente propone un ombrello disegnato sopra l’immagine della chiesa: lo stesso ombrello è diviso in tante piccole tessere. “Ognuna vale 500 euro” ha spiegato don Bruno Galetti, vicario di San Leonardo “e in tutto sono cento. L’offerta minima per una tegola è di 10 euro, poi tutto sta alla bontà dei parrocchiani”.

Cinquecento euro per cento tasselli fa un totale di 50mila euro: ossia, all’incirca, la metà della spesa complessiva prevista, non indifferente ma giustificata dal fatto che, se da un lato il tetto della chiesa deve “solo” essere sistemato, dall’altro quello della casa parrocchiale, al momento disabitata dopo il saluto, un anno fa, di don Mario Martinengo, deve completamente essere ricostruito. Ecco perché tutti, per il bene di San Leonardo, sono chiamati a fare la loro parte, a cominciare dai fedeli. La raccolta fondi dura un anno. “Poi faremo i conti e vedremo come intervenire e dove reperire i fondi restanti” chiosa il parroco don Alberto Franzini.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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