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I nostri guai dipendono
solo dall’euro?

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Aspettando l’esito salvifico  delle primarie (capirai!) e le forbici miracolose di Cottarelli (forza Carlo!) viviamo giornate di attesa frustranti e ondivaghe. Di certo ci aspetta un Natale di crisi:tasse e mutui si mangeranno la tredicesima. E lorsignori parlano,parlano.Perdendo il  contatto con il passato ed il presente. Tira una brutt’aria. Aria greca.E’ solo colpa della schiavitù dell’euro?

Sta tornando il clima degli Anni ’70. Genova ha lanciato l’allarme con le sue cinque giornate di paralisi e la sconfitta politica del sindaco “aristorosso” Doria. La paralisi del capoluogo ligure (sveltamente rimossa dai giornaloni fiancheggiatori di Lettanipote) ha detto due cose chiare:che l’Italia è un paese ormai alle corde e che il Governo è incapace di risolvere i problemi;basti pensare all’ultima trovata, cioè stangare sulla benzina per cancellare metà Imu. Faccio un altro  esempio preso da Confedilizia: chi affitta un immobile è schiavo del fisco fino al 16 ottobre, tre anni fa ci si fermava a settembre. Di questo passo dove finiremo? E a cosa sono serviti due governi tecnici? E quali vantaggi hanno prodotto i sindaci radical-chic (Pisapia, De Magistris, Marino,Doria)  – sindaci eletti in modo trionfale –  i quali, dopo aver  promesso la “rivoluzione arancione”, sono ora travolti  dalla rabbia popolare?  Altrochè società civile, questi sindaci si sono rivelati gli alfieri dei divieti e delle tasse. Morale:  Doria va in Consiglio scortato dagli agenti, Pisapia è al minimo di gradimento, “Giggino ‘o narcisindaco” ha problemi  col popolo e con certi appalti (“Simmo ‘e Napule,paisà”),Marino domenica sera ha rimediato il primo bernoccolo durante una caldissima seduta dedicata al Bilancio.

L’Euro si prende molte colpe. Le forze euroscettiche aumentano ovunque, anche in Germania dove 160 economisti hanno chiesto alla Merkel di bloccare il processo di integrazione  europea al grido:”Se ci prendiamo i debiti di tutti, l’euro farà fallire tutta l’unione”. Da noi è rischioso parlar male dell’Euro: Berlusconi per il solo fatto di “aver ventilato  la possibilità che l’Italia esca dall’euro”  è stato costretto a dimettersi da presidente del Consiglio; lo ha rivelato giorni fa il presidente dell’Istat tedesca. I Poteri Forti  dell’Unione e della Bce non scherzano. Ribadisce Berlusconi:” Oggi operiamo con una moneta straniera, che è l’euro.Siamo nelle stesse condizioni dell’Argentina che emetteva titoli in dollari”. E poi: “Il Giappone ha un debito pubblico del 243% rispetto al Pil ma ha sovranità monetaria”. Noi, purtroppo, questa sovranità l’abbiamo persa. Ed abbiamo perso l’80% della sovranità legislativa,presto ci scipperanno pure la sovranità nazionale. Come dice Alberoni: se perdiamo identità non avremo più futuro.

Cosa fare?  La ricetta è nota: tagliare la spesa pubblica, abbassare le tasse. Sono quasi 140 anni che il debito pubblico ci crea rogne. Dai tempi di Marco Minghetti, l’ultimo premier ad annunciare con orgoglio “il pareggio di bilancio”. Era il 1876. Oggi il debito pubblico è un “mostro” da 2mila miliardi di euro. Come arginarlo?  Scrive Claudio Martelli, nel suo ultimo libro (”Ricordati di vivere”, Bompiani):”Siamo fermi a venti, trent’anni fa, quando non siamo regrediti. Il debito pubblico è stato creato dalla Prima Repubblica; ma con la Seconda è cresciuto del doppio  in metà del tempo”.  Gli è che siamo un paese vecchio, di vecchi, di conservatori, di gamberi, di brontoloni che perdono giorni a discutere di Ruby e Nonna Pina (Cancellieri) mentre il Titanic affonda. E Renzi? Fino a poco tempo fa aveva una maggioranza bulgara. Ora non più. Ora torna ad agitarsi addirittura  Lord  D’Alema, protettore dei comunisti Pd.  Punta a candidarsi alle Europee. E’ sempre questione di poltrone. Ma con questi giochetti non si va da nessuna parte. Sveglia!

Enrico Pirondini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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