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Casalmaggiore si mette
al sicuro: ecco la mappa
dei defibrillatori

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Casalmaggiore si attrezza per fare fronte all’emergenza e al primo soccorso: sono proprio gli strumenti che si spera di non dover mai utilizzare, infatti, ad essere più indispensabili. Parliamo dei defibrillatori, resi obbligatori, di fatto, dal decreto Balduzzi per tutte le società sportive dilettantistiche e professionistiche ma ovviamente molto utili anche per chi non fa sport.

Due casi, negli ultimi mesi, hanno ricordato che per problemi cardiaci si può morire anche in strada e non necessariamente su un campo da calcio o in un palazzetto: una donna di 79 anni il 7 agosto scorso venne salvata da un massaggio cardiaco nel piazzale antistante la Conad di Casalmaggiore da un passante che scese dell’auto e praticò le manovre di primo soccorso; un’altra signora di mezza età, invece, a Torre dè Picenardi, lo scorso 26 novembre venne strappata alla morte dalla prontezza di una farmacista che, grazie ad un massaggio cardiaco corretto, garantì più tempo ai soccorsi, bravi poi a rianimare la signora.

Il punto è proprio questo: il defibrillatore, da solo, non serve. Anzi, se usato male, può creare danni. Prima di tutto viene un buon massaggio cardiaco: ecco perché gli otto nuovi defibrillatori che saranno installati (qualcuno è già presente) sul suolo comunale di Casalmaggiore potranno essere utilizzati solo da mani esperte. Calogero Tascarella, presidente del consiglio comunale con delega allo Sport, ha invitato tutti i dirigenti sportivi, ad esempio, a seguire i corsi di primo soccorso organizzati dall’Areu di Cremona, mentre da disposizioni provinciali presto anche carabinieri, polizia stradale e polizia locale dovranno fare lo stesso, per poter aiutare non solo atleti, ma anche civili.

Passando alla mappa, ben quattro defibrillatori si trovano in zona Baslenga. Uno all’interno della palestra, uno negli spogliatoi del campo da calcio, uno presso il Centro di Medicina Sportiva, uno alla sede dell’Avis Casalmaggiore. Una più che discreta concentrazione anche perché questa è zona sensibile, considerando la densità di sportivi che la frequentano. Un altro strumento sarà piazzato alla Canottieri Eridanea e uno agli Amici del Po, centri ricreativi più che sportivi in senso stretto. Presto sarà poi posto davanti alla farmacia comunale di piazza Garibaldi un’altra colonnina contenente un defibrillatore, mentre l’unico strumento mobile sarà quello già presente sull’auto delle Guardie Ecologiche Volontarie, in attesa della dotazione per i militari sopra citati.

Resta inteso che altri defibrillatori sono sempre presenti presso le associazioni di volontariato come Padana Soccorso, Croce Verde e Croce Rossa, così come appare superfluo ricordare che anche l’ospedale Oglio Po è dotato di queste macchine salvavita. Importante infine sottolineare come molti di questi strumenti siano arrivati per donazione e generosità di privati o enti come il Rotary Oglio Po, la Libera Agricoltori, il Consorzio Agrario Provinciale, la famiglia Varasi e la Casalasca Servizi, che nello specifico ha voluto donare il defibrillatore alle Gev per l’aiuto prestato nella vigilanza sull’abbandono rifiuti.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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