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Un magazzino freddo
e pericolante come
rifugio per senzatetto

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Nella foto, il lenzuolo calato da una finestra del magazzino

Un nuovo rifugio per senzatetto, per abusivi, forse per sbandati. Nel dubbio, quel che è certo è che dopo le segnalazioni (verificate nel tempo) della presenza di intrusi nella struttura ormai fatiscente dell’ex ospedale di via Cairoli, a Casalmaggiore sembra essere spuntato un nuovo edificio che fa gola a chi non sa dove dormire.

La presenza di un lenzuolo calato da una finestra con l’imposta per metà divelta, unita alle impronte di scarpe ai lati del lenzuolo stesso, ha fatto sovvenire più di un sospetto su una casa abbandonata fronte argine. Ora la conferma arriva dal figlio dell’ex custode del magazzino idraulico dell’Aipo. Proprio il magazzino, infatti, che confina peraltro con la chiesa diroccata di San Rocco, è il rifugio sopra citato. “Una sera, a luglio, tornando dal locale La Baia” racconta il ragazzo “sono passato dal magazzino, che si trova vicino alla casa dove con mio padre ho vissuto fino al Natale scorso. Ho visto una luce accesa e, avendo ancora le chiavi, sono entrato. Ho sentito qualche rumore, un po’ di trambusto, poi la luce s’è spenta”.

Da lì il sospetto, poi le conferme. “Lì per lì non me la sono sentita di indagare. Qualche giorno dopo però abbiamo verificato che non vi fosse nessuno al piano di sopra, da dove provenivano i rumori. Con grande sorpresa abbiamo visto che i letti, rimasti all’interno dell’edificio, presentavano coperte e lenzuoli, mentre la tavola era imbandita con cibo e posate. Inoltre abbiamo trovato una stufetta ancora accesa. A quel punto abbiamo capito che effettivamente qualcuno dormiva e mangiava in quella casa e abbiamo avvisato i carabinieri e la polizia locale”.

Da dove sono entrati gli “inquilini” in quel magazzino (che a inizio secolo era la sagrestia di San Rocco? Il ragazzo s’è fatto un’idea. “Di certo dal ponteggio per la ristrutturazione di San Rocco: da lì sono saliti e poi sono riusciti a passare dalla finestrella confinante. Il lenzuolo calato, a mio avviso, serviva per uscire di casa, oppure è stato fissato qualche tempo dopo. Tuttavia, ora come ora, credo non verranno più. Abbiamo sprangato tutto e poi lì dentro fa davvero freddo e ci sono grandi crepe, anche per la spinta delle pareti di San Rocco. In sostanza la casa è pericolante e ovviamente non è riscaldata: chi entra lo fa a suo rischio e pericolo, anche se mi rendo conto che chi è disperato si fa andare bene tutto”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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