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Altro caso monossido:
intossicate madre
e figlia di Gussola

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Nella foto, via XIII Martiri a Gussola, dove si trova la casa in cui è avvenuto il fatto

GUSSOLA – Fine dicembre all’insegna del monossido killer nell’Oglio Po. Dopo i casi di Viadana e Isola Dovarese, e quello di Campitello costato la vita ad un operaio egiziano, emerge un’altra vicenda che avrebbe potuto assumere contorni tragici se non fosse stato per la prontezza e l’intuito dei diversi protagonisti.

Il fatto è accaduto alcuni giorni fa a Gussola, nel weekend che ha preceduto le feste di Natale, il che collega in modo sconcertante i quattro diversi episodi, che si sono verificati nel giro di poche ore (anche il caso dell’egiziano risale a oltre una settimana fa).

Più precisamente, è successo in via XIII Martiri, nell’abitazione di un gussolese trentenne molto conosciuto. In casa c’erano la moglie e la bambina, e si riscaldavano al calore della stufa a legna. Ad un certo punto la giovane donna ha avvertito un malessere, ed ha chiesto alla figlia di chiamare telefonicamente il 118. Come noto, i primi sintomi di un’intossicazione da monossido sono mal di testa, nausea, vomito e vertigini, ed è improbabile che la donna ne avesse compreso l’origine, altrimenti si sarebbe diretta subito alla finestra per spalancarla. Fatto sta che la sua consapevolezza ha salvato la vita sua e della figlia, che ha telefonato, allertando i soccorsi. Non solo, alla prontezza delle due protagoniste si è unita quella dei sanitari del 118, che intuendo cosa potesse essere accaduto, hanno contattato immediatamente i Carabinieri, la cui stazione dista meno di un chilometro dalla casa. Una volta arrivati, i Carabinieri hanno con facilità ricostruito la vicenda, spalancando le finestre. Di lì a poco sono arrivati i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’abitazione e l’ambulanza per trasportare in ospedale le due protagoniste del sinistro. Dall’Oglio Po al trattamento in camera iperbarica, si è avuta poi conferma dell’intossicazione, lieve per la bambina e in stato più avanzato per la donna, che per fortuna se la sono cavate senza danni.

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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