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Botti e polemiche,
Facebook accusa, Silla
e i vigili si difendono

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Sembra essere, alla fine dei conti, un problema essenzialmente di quantità: c’è chi estremizza, chi usa buon senso, chi accusa, chi ammette che si è esagerato, chi respinge le critiche al mittente sostenendo che “il 31 dicembre non si può fare più di tanto”. Capodanno di fuochi, polemiche di fuoco, insomma. Scoppia la deflagrazione post mezzanotte a Casalmaggiore e nel mirino finisce dritta dritta l’ordinanza del sindaco Claudio Silla, che secondo qualche cittadino non è stata pienamente rispettata.

Passi per gli scoppi a Cappella e Camminata, frazioni periferiche, ma a mandare su tutte le furie buona parte della popolazione, soprattutto chi possiede cani e gatti, molto sensibili e impauriti dinnanzi a petardi e fuochi d’artificio, sono stati i tre quarti d’ora di esplosioni in pieno centro, in piazza Garibaldi. Alcuni petardi hanno anche distrutto uno dei contenitori di rifiuti posti ai lati del Listone, mentre i resti di fontane, petardi e fuochi hanno fatto da contorno ad alcune panchine.

La polemica riguarda il fatto che l’ordinanza è stata emessa solo il 30 dicembre, troppo tardi per alcuni, perché ormai la maggior parte aveva già fatto spesa di botti. C’è chi si è spinto oltre, accusando il sindaco di avere utilizzato questa mossa – sapendo di non poterla completare sul campo con una forma di adeguata vigilanza – come una mera pubblicità da campagna elettorale. “Questa accusa non ha senso” spiega Silla “. E’ un’ordinanza che emetto sempre dal 2009, da quando sono sindaco, dunque non era una novità ed era assolutamente attesa. Preciso poi che i fuochi e i botti si potevano comprare, ma solo per spararli sul balcone di casa. L’ordinanza vietava l’utilizzo non in assoluto, ma sul suolo pubblico”.

Secondo il primo cittadino, in particolare, la maggior parte della popolazione ha rispettato l’ordinanza, mentre purtroppo, parole sue, “qualche cretino che sfugge alle regole c’è sempre”. “Non potevamo schierare dodici vigili in divisa sul Listone” insiste il sindaco “e comunque non è nemmeno il caso di esagerare. E’ andata molto peggio altrove. Casalmaggiore non passerà certo alla cronaca come un luogo di disastri legati agli scoppi di Capodanno. Preciso infine che l’ordinanza ha più che altro uno scopo precauzionale”.

La polemica non si placa, comunque, e corre in particolare su Facebook: nessun controllo è l’accusa principale. Ma i vigili ribattono che i controlli erano programmati fino alle 19.30 del 31 dicembre e che fino a quell’ora la copertura del servizio è stata garantita. Con il comandante Silvio Biffi in ferie, a parlare e difendere l’operato della polizia locale di via Saffi è Angela Acquaroni, vice-comandante. “Il servizio è stato coperto dalle 7.30 alle 13.30 e dalle 14 alle 19.30, come consuetudine per la vigilia di Natale e per il 31 dicembre. In questo lasso di tempo abbiamo registrato un solo episodio: è stato scoppiato un petardo sull’argine maestro, ce ne siamo accorti e siamo subiti usciti dalla caserma, senza però trovare i responsabili che si erano dileguati. Certo, non si può pretendere con la polizia locale vada a fare inseguimenti nei boschi e in golena. Fino alle 19.30 nessun altro caso è stato registrato”. Poi, questo è sottinteso, il servizio non era previsto.

Acquaroni va oltre e punta anche il dito contro la stampa, rea di ingigantire certi episodi. “Capisco che i primi giorni dell’anno ci siano pochi argomenti, ma questa mi sembra una polemica sterile. Stiamo creando un caso che non c’è. Il fenomeno è stato contenuto, anzi direi quasi inesistente, specie in confronto agli altri anni. A leggere certi bollettini di guerra, sembra che ad agire sia stata una folla, in realtà erano solo tre botti. Chi mi dice che qualcuno non li abbia scoppiati sul balcone di casa, per poi buttare i residui in piazza?”.

Beh, la stampa spesso è sul banco degli imputati, però stavolta la segnalazione è arrivata da Facebook, dai cittadini, solo in un secondo momento è passata sui giornali. “Ripeto: chi ha trasgredito rappresenta una minoranza della popolazione” insiste Acquaroni “e non credo sia il caso di esagerare con le accuse. Mettiamo anche in risalto i controlli, che ci sono stati: siamo passati dai commercianti, verificando che i botti venduti fossero a norma e non abbiamo registrato situazioni a rischio. Peraltro esiste già una legge generale dello Stato, che vieta lo scoppio di petardi su suolo pubblico per l’intero periodo dell’anno, non solo a Capodanno, l’ordinanza non ha fatto altro che rafforzarla”.

Vero è che era dura pretendere che i vigili potessero lavorare a mezzanotte, però esistono le telecamere. Alcuni dicono che non siano più funzionanti. “Su questa questione preferisco non esprimermi”. Una parte dei controlli, peraltro, spettava anche alle altre forze dell’ordine. Cristiano Spadano, capitano dei carabinieri, abituato a ben altre “battaglie pirotecniche” in una città come Parma, minimizza. “E’ stato un Capodanno da pace dei sensi” spiega “senza problemi e senza interventi significativi, a parte la normale routine anti-schiamazzi”.

Insomma, come volevasi dimostrare, è tutta una questione di quantità. Chi ha subito i botti, in particolare i proprietari di animali domestici, percepisce come intollerabili queste “deroghe” all’ordinanza; chi invece si difende, è portato a sostenere che, pur essendo episodi sbagliati, si tratta comunque di eventi circoscritti e dunque sopportabili.

In estrema sintesi va anche detto che non si sono registrati danni a persone, per fortuna, e da altre parti è andata peggio: i dati ufficiali della Questura-Prefettura di Cremona dicono che nessun ferimento da scoppi o esplosioni è stato refertato tra gli ospedali di Cremona, Crema e Oglio Po. Ma questo è un dato che forse non basta, specie per chi ha a cuore la salute degli amici animali a quattro zampe: insomma, le prime polemiche del 2014 per l’amministrazione casalese sono arrivate, è il caso di dirlo, molto presto. Proprio col sopraggiungere della prima mezzanotte dell’anno.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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