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Torre fa scuola:
il microcredito abbraccia
il comprensorio Oglio Po

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CASALMAGGIORE – Torre de’ Picenardi ha fatto scuola ed il progetto di microcredito abbraccerà l’intero territorio Oglio Po, comprendendo Casalmaggiore e Viadana, ma anche Piadena e Bozzolo. Una sorta tavolo di lavoro sta pianificando l’intervento, nel tentativo di coinvolgere il maggior numero di enti, privati e associazioni. Anche questa mattina alle ore 10,30 si incontreranno l’assessore del comune di Casalmaggiore Carla Visioli, Maria Luisa Manfredi Chiarini (“Popoli in Dialogo”), Carlo Stassano (Rotary) e Giuseppina Cavedaschi che fa parte del Consiglio Pastorale della parrocchia del Duomo di Casalmaggiore. Quattro personalità che rappresentano il territorio e tante associazioni di varia provenienza ma accomunate dalla volontà di dare il proprio contributo per far fronte all’emergenza economica che attanaglia tante famiglie. E dell’iniziativa faranno parte anche gli Amici di Casalmaggiore, già collegati su suolo casalese al progetto La Rete promosso dal Comune. L’idea è nata proprio da loro, e coinvolgerà gran parte dei comuni dell’Oglio Po: infatti nella riunione che si terrà sabato 18 gennaio saranno invitati tutti i sindaci del territorio, parecchi dei quali hanno già dato la propria disponibilità ad aderire al progetto.

Ma di cosa si tratta nel dettaglio? L’obiettivo è quello di venire incontro alle esigenze di quelle persone che si trovano ad affrontare un’emergenza economica immediata ma che non hanno la possibilità di chiedere soldi in banca. Persone che si trovano in quella fascia posta tra chi ha accesso al credito e chi versa in uno stato di povertà (e che in questo caso è costretto a rivolgersi ad enti di assistenza). Un’emergenza improvvisa può essere causata da una necessità economica quale la rottura di un’auto, o la perdita di un mezzo essenziale per la propria attività. Non un semplice servizio sociale dunque, ma un prestito agevolato che dovrà essere dato comunque a chi si ritiene saprà restituirlo, e a condizioni vantaggiose.

Il primo incontro è stato fatto proprio col sindaco di Torre, Mario Bazzani, che ha presentato un bilancio assai positivo dei primi due anni della propria iniziativa: dei 16 cittadini che hanno avuto accesso al credito, solo uno non ha saputo onorare l’impegno restituendo il denaro. Come primo passo verrà individuata una banca (a Torre de’ Picenardi l’accordo è con Cassa Padana) che dovrà fare da ricettore dei fondi raccolti attraverso le donazioni e accontentarsi di chiedere un tasso di interesse irrisorio.

Della scelta, prima della banca poi di chi potrà accedere al credito, si occuperà un gruppo di valutazione formato da rappresentanti di comuni, associazioni, enti e privati che contribuiranno economicamente al progetto. Alcune linee di azione sono state definite: il prestito potrà andare da un minimo di 500 euro a un massimo di 3000, ed essere restituito, in base all’importo, in un periodo da sei mesi a tre anni. Importante sarà non solo individuare ma anche poi seguire chi riceverà il denaro. Ora si tratta di raccogliere i fondi: a Torre la base è di 50mila euro, considerata la partecipazione ampia prevista si dovrebbe andare ben oltre col nuovo progetto, che ha il vantaggio, una volta iniziato il percorso, di autoalimentarsi.

v. r.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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