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Torre d’Oglio,
operazioni difficili:
recuperata una barca

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Nella foto, l’assessore Saccani nei pressi del ponte di Torre d’Oglio

TORRE D’OGLIO (VIADANA) – Di sotto la forte corrente, sopra la pioggia battente. Non è certo stata facile la giornata di martedì per gli operatori che hanno continuato a lavorare attorno al ponte di Torre d’Oglio, affondato il 27 dicembre scorso. Sempre grazie all’ausilio dei sommozzatori e della potente gru della ditta Danese, sull’argine dal lato di Cesole (frazione di Marcaria) è stato possibile estrarre dal fondo una delle due barche che andando a fondo si sono trascinate dentro anche un pezzo di ponte.

L’operazione, come ribadisce l’assessore viadanese Adriano Saccani, non è stata semplice sia per il maltempo sia per le difficoltà  che si possono immaginare lavorando sott’acqua, con una corrente impetuosa e un ambiente buio e melmoso. La seconda barca verrà sollevata mercoledì. Una volta recuperato il materiale precipitato sul fondo, si dovranno verificare le condizioni del ponte per capire come e quando sarà possibile renderlo di nuovo transitabile. Perché è questo che i cittadini, sopratutto quelli residenti nelle frazioni nord di Viadana, chiedono per porre fine ai disagi conseguenti a lunghi percorsi alternativi. Quello che non era fin’ora emerso è la fortuita coincidenza che la notte dell’affondamento nessuno si trovasse a transitare sul ponte: in caso contrario, oltre alle assi e alle barche, nel fiume Oglio avrebbe potuto finirci anche qualche macchina.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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