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Folla al Santuario
per l’ultimo pellegrinaggio
di Padre Gaudenzio

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Nella fotogallery, alcuni momenti delle esequie di Padre Gaudenzio

CASALMAGGIORE – “Padre Gaudenzio è partito per l’ultimo pellegrinaggio”. Con queste parole Padre Sergio Pesenti, Ministro provinciale dei Frati Cappuccini della Provincia di Lombardia, ha voluto salutare il frate nato a Santo Stefano Vairano nel 1934 e spirato all’età di 80 anni lo scorso martedì al Santuario della Madonna della Fontana di Casalmaggiore.

In un Santuario gremito, con la strada che conduce alla chiesa della Fontana piena di automobili parcheggiate ai lati, si sono celebrate le esequie del frate cappuccino, che ha ricevuto il saluto anche del sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla, del capitano dei carabinieri Cristiano Spadano, delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia stradale, polizia locale), del sindaco di Sabbioneta Marco Aroldi e di tutti i sacerdoti del comprensorio Oglio Po, accorsi nei primi banchi della navata centrale, oltre che ovviamente dei confratelli del Santuario, che hanno condiviso con Padre Gaudenzio Barbaglio gli ultimi anni, da quando lo hanno raggiunto a Casalmaggiore, dove questi operava da 14 anni.

La corale diretta dal maestro Fabio Fava ha dato un tono di solennità alla messa, mentre i famigliari di Padre Gaudenzio hanno preso posto nei primi banchi sulla sinistra. Prima delle esequie, Padre Bruno Signori, rettore della Fontana, ha depositato sopra la bara del confratello tre simboli della sua vita religiosa: il Vangelo, la Stola e la Cinta bianca del saio.

“E’ tornato al Padre dopo una vita vissuta intensamente” ha spiegato Padre Sergio Pesenti (coadiuvato da Padre Bruno Signori e da don Alberto Franzini nella celebrazione) nell’omelia, durante la quale sono state elencate le tappe principali della vita del frate. Riavvolgendo il nastro, sono state ricordate le varie date più significative: la nascita, il 7 gennaio 1934 a Santo Stefano Vairano, il noviziato il 14 agosto 1952, la professione perpetua dal 15 agosto 1956, l’ordinazione dell’11 giugno 1960. E ancora l’anno di pastorale trascorso al Sacro Cuore, poi la presenza all’ospedale di Bergamo fino al giugno 1967 e il vicariato a Brescia dal 1967 al 1973. Ma Padre Gaudenzio è stato anche parroco e guardiano a Como dal 1976 al 1983, per tornare a Bergamo fino al 1991 e passare a Crema, come parroco, fino al 2000. Da quell’anno, appunto, l’arrivo alla Fontana.

“Nel suo percorso troviamo la sua vita e i suoi valori” ha spiegato Padre Sergio “. L’esigenza primaria era servire nel Regno di Dio in terra i fratelli e le sorelle. Per 27 anni si è dedicato alla vita in parrocchia, per sei anni ai malati e ai bisognosi in ospedale: qui in Santuario è stato testimone credibile della fede in Gesù. A Casalmaggiore si trovava bene, sempre al servizio del Popolo di Dio. Indossava il saio in ogni occasione perché sentiva questa forte appartenenza all’ordine dei frati francescani cappuccini. La sua prerogativa era l’accoglienza con serenità e letizia e chi lo incontrava sapeva di potersi fidare di lui, di avere trovato un angelo del Signore, tanto che era diventato confidente di molti”.

Padre Pesenti ha poi ricordato la sua capacità di tessere buone relazioni e amicizie, mentre al termine delle esequie Padre Bruno Signori ha letto un messaggio giunto al Santuario da parte del vescovo di Cremona monsignor Dante Lafranconi: “Ricordo Padre Gaudenzio” ha letto Padre Bruno citando il vescovo “sin dagli anni di Como. Il suo spirito francescano si è sempre manifestato nella serenità quotidiana”. Padre Bruno ha poi tracciato un proprio personale ricordo di Padre Gaudenzio: “Voglio ringraziare in primis tutti voi e chi è intervenuto nell’imminenza dell’accaduto, a partire da Padre Domenico e Padre Claudio, che mi hanno sostituito (nel momento della brutta scoperta della morte di Padre Gaudenzio, Padre Bruno si trovava a Milano, ndr). E ringrazio chiunque ha fatto pervenire il suo affetto, anche tramite telefonate o mail. Nel pomeriggio la salma di Padre Gaudenzio sarà trasferita a Crema, dove verrà celebrato un nuovo funerale nella sua terra d’origine. Era il veterano del nostro gruppo, un punto di riferimento per la nostra comunità. E’ stato un fratello e un amico nel nostro cammino che prosegue”.

Simone Arrighi

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