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Né destra, né sinistra:
la pista ciclabile a
Gussola non si fa

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Nella foto, il consiglio comunale di Gussola

GUSSOLA – La pista ciclabile della discordia non si farà. Il tratto che avrebbe dovuto collegare Gussola a Martignana di Po, che tanto ha fatto discutere sul suo collocamento – la maggioranza aveva intenzione di realizzarlo sul lato destro andando verso il martignanese mentre le minoranze spingevano perché si facesse su quello sinistro per ricongiungerlo all’esistente ciclovia del comune limitrofo – al momento non s’ha da fare e i soldi, gli oltre 150mila euro previsti per l’opera, verranno investiti per rimettere in sesto le strade ammalorate del comune.

A comunicare la decisione, sabato mattina in consiglio comunale, il sindaco Marino Chiesa. Il progetto, ha spiegato il primo cittadino, non è archiviato: “l’intento iniziale rimane, perché il bisogno c’è”. Decisivo per il cambio di rotta, l’incontro con le minoranze: “Ho preso atto dell’opinione delle minoranze e dei cittadini contrari. Penso di aver dimostrato di saper recepire le vostre osservazioni” ha dichiarato Chiesa rivolgendosi a Mirko Fortunati, unico consigliere di minoranza presente in sala consiliare. “Grazie a chi ha firmato in paese contro la realizzazione della pista ciclabile sul lato previsto dal progetto dell’amministrazione”: così Fortunati, a nome anche del consigliere di minoranza Franchi. “C’erano cose più urgenti. Siamo contenti della scelta fatta oggi. Questa è democrazia questo è rispetto della persona. Non ci sono né vincitori né vinti, speriamo in futuro di trovare i soldi per fare comunque la ciclabile. Ma a sinistra”, ha chiosato Fortunati.

Ad entrare nello specifico della materia, l’assessore Romano Remagni Buoli, che ha spiegato come in un primo momento la scelta non fosse tra la ciclabile e il rifacimento delle strade. “Si pensava di poter fare entrambe le cose, ma dovendo scegliere, si è data priorità alle strade”. La scadenza della convenzione con la ditta costruttrice della centrale che garantirà i fondi per le opere compensative verrà inoltre prorogata: dal 31 maggio, al 31 dicembre. Ufficialmente per fare i lavori con le dovute tempistiche e non accelerare i tempi in periodo elettorale. Il punto relativo alla messa in naftalina della ciclabile e alla destinazione dei fondi al rifacimento delle strade è stato votato favorevolmente all’unanimità.

Nel secondo punto si è parlato di prelievo dal fondo di riserva per pagare la terza sanzione sulla questione depuratore. A relazionare è stato Vanni Leoni, assessore provinciale. Intricata la situazione: le amministrazioni pubbliche, in sostanza, pagano multe perché non possono permettersi di rifare i depuratori. Una situazione che riguarda non soltanto Gussola, ha precisato Leoni. Per intenderci: mettere a norma il depuratore gussolese costerebbe due milioni di euro al comune. In tutto, in provincia di Cremona dovrebbero essere spesi 30 milioni di euro per avere depuratori a norma. Cifre che i comuni non possono permettersi e quindi, oltre a qualche intervento migliorativo, si continuano a pagare multe per i mancati lavori definitivi. La sanzione, stavolta, è di 1500 euro. Con la speranza, ha precisato Leoni, che un gestore unico dei depuratori possa fare investimenti sul territorio.

v. r.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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