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‘Ndrangheta a Viadana,
l’Arces: “Evitiamo
facili discriminazioni”

giuseppeguarino-ev

Nella foto il cavalier Guarino

VIADANA – Sulla questione della settimana a Viadana interviene anche l’associazione di volontariato Arces: un intervento che entra anche nel dettaglio della situazione ma invita prima di tutto a evitare facili speculazioni. Dato che sono parecchi i viadanesi originari dell’Italia del Sud a gravitare attorno all’associazione del cavalier Guarino, originario della Calabria, l’intenzione del comunicato è di respingere qualsiasi accostamento e qualsiasi forma di “razzismo” territoriale.

“L’associazione di volontariato ARCES che opera per la promozione culturale e si occupa di problematiche sociali, con il presente comunicato” si legge “non può esimersi dal fare alcune nostre considerazioni sui diversi commenti (giornali, social network, etc) letti in seguito alle informazioni degli ultimi giorni sulla questione ‘ndrangheta. Premettiamo che nel caso specifico non vi è nessun indagato e che se è legittimo il presunto sospetto basato su una intercettazione telefonica, è anche legittima la non colpevolezza, in quanto non provata. Fatta questa premessa, senza entrare nel merito e senza tanto meno sostituirci alle autorità istituzionali competenti, ci preme far notare a tutti i cittadini viadanesi (si intende tutte le persone che abitano a Viadana) che le facili allusioni, tendenziose e discriminatorie verso una intera comunità, sono offensive della dignità di intere comunità etniche, oltre ad essere dannose e motivo di divisioni per tutta la comunità viadanese. Non si comprende perché ogni volta che vi siano eventuali ipotesi di coinvolgimenti meridionali (nella fattispecie calabresi) debba venire criminalizzata tutta la comunità, mentre invece se dello stesso reato si macchia un lombardo, e questi ha un nome e cognome, a nessuno salta in mente di colpevolizzare con l’autotutela del finto perbenismo tutti i Lombardi”.

“Intendiamo ribadire e sottolineare per l’ennesima volta” continua il comunicato “che qui a Viadana vive una forte comunità di origine calabrese, ma anche siciliana, campana e pugliese, e immigrati stranieri che vivono e lavorano onestamente, contribuiscono quotidianamente all’arricchimento ed allo sviluppo di questo paese, divenendone parte integrante della vita economica, sociale, culturale e politica. Chi porta avanti pratiche discriminatorie danneggia tutta la comunità. La nostra associazione nel proprio piccolo per questo promuove da quando è nata iniziative tendenti a favorire  l’integrazione, interazione e coesistenza pacifica. La barriera dell’intolleranza si abbatte attraverso l’approfondimento della conoscenza delle  differenti culture etniche, infatti in altri tempi avevamo fatto diverse e serie proposte a questo proposito, affinché  i cosiddetti “gemellaggi” tra comuni (Viadana è gemellata con Isola Capo Rizzuto, ndr) non rimanessero solo sulla carta. Ci dispiace dover affermare a questo punto che anche noi come associazione ci  sentiamo discriminati, pur lavorando sempre nel rispetto di leggi e regole della nostra società. Infine rivolgiamo un appello ai cittadini, a tutte le associazioni, ai partiti ad operarsi per la coesistenza pacifica e rispettosa della dignità di ognuno ed alle  istituzioni di riservare pari dignità a cittadini ed associazioni senza guardare la provenienza geografica, il colore politico o la fede religiosa.

redazione@oglioponews.it

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