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Viadana, Zanazzi
chiede più disponibilità
al sindaco Penazzi

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Nella foto, il consiglio comunale di venerdì a Viadana

VIADANA – Il consiglio comunale di Viadana tenutosi venerdì sera continua a far discutere. Anche se Giorgio Penazzi ha superato lo scoglio della sfiducia, votata da sette componenti dell’opposizione, non significa che la tregua nel consesso cittadino e nella stessa maggioranza sia finita. A fare chiarezza sulla presa di posizione che lo ha portato ad astenersi dal votare la mozione pur ribadendo la mancanza di fiducia nei confronti del primo cittadino viadanese, è il capogruppo Paolo Zanazzi.

“Noi – ha dichiarato il consigliere di maggioranza – non sfiduciamo il sindaco. Penazzi sappia però che il respingere o il non votare la mozione di sfiducia non implica un’automatica fiducia nel suo operato. Tutt’altro. Dimostri subito cosa intende fare e dichiari apertamente la sua disponibilità. Questo è quanto chiede il gruppo Pd e, indirettamente, chiedono tutti gli elettori che votato l’attuale amministrazione comunale, credendo nel Partito Democratico che ha sostenuto la candidatura di Penazzi”.

Zanazzi torna anche sul caso-Tipaldi e le presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta a Viadana: “Nel 2006 anch’io avevo esultato ai risultati elettorali gridando ‘Viadana è nostra!’ Ma mi vengono i brividi pensando che a tale risultato abbiano potuto contribuire persone che sono state sentir dire ‘Ci possono dare venti, trent’anni o l’ergastolo ma Viadana è nostra’. E’ necessario ridare serenità alla nostra comunità – conclude il capogruppo Pd – partendo da un gesto simbolico come le dimissioni di Carmine Tipaldi al quale auguro di uscire a testa alta da questa pesante e brutta situazione”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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