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Quattrocento body
per prevenire le tragiche
“morti in culla”

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Nella foto, la donazione dei body

CASALMAGGIORE – Trecento casi all’anno in Italia, circa uno su duemila bambini nati vivi non arriva ai dodici mesi di vita a causa di quei decessi che la medicina individua con il  termine di “morti in culla” . Se ne è parlato venerdì mattina presso la sala conferenze dell’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore per cercare di far conoscere i rimedi più semplici e utili per scongiurare il rischio di simili eventi. Alla necessità di informare correttamente le mamme riguardo l’importanza di evitare il fumo attivo e passivo, di assumere alcolici durante la gravidanza, si aggiunge poi l’attenzione di non fare dormire il neonato a pancia in giù e di non insistere nel mettergli il succhiotto in bocca una volta che lo ha rifiutato.

Un errore anche quello di coprirlo troppo, tenendolo lontano da fonti di calore e ricordandosi che se ha la febbre non è necessario coprirlo di più ma agendo al contrario. Tutta una serie di comportamenti per cercare di evitare eventi tragici come questi definiti anche “ morti bianche”  le cui cause sono ancora sconosciute. Tale è lo scopo della donazione da parte dell’associazione Semi per la Sids all’ospedale Oglio Po di quattrocento kit comprendenti un body da assegnare a tutti i nascituri e un decalogo contenente le principali regole di comportamento.

A parlarne la referente dell’associazione di mamme accomunate dal medesimo triste destino, Francesca Giulivo, assieme al Primario di Ginecologia Mauro Melpignano e alla dirigente medico di Pediatria Angomeh Ndongko. Allo stesso tavolo erano presenti anche le caposala di pediatria e ostetricia Aurora Silocchi e Antonia Botrugno. A presentare l’iniziativa il direttore sanitario di Oglio Po Rosario Canino.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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