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Polizia di Stato,
sindacati a difesa
dei presidi territoriali

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Nella foto, a destra Guido Ettari

CREMONA – “L’organizzazzione sindacale lavoratori della Polizia di Stato (Silp per la Cgil), non ha mai smesso di denunciare da anni, a viva voce le gravi carenze strutturali, logistiche, di personale e di risorse a vari livelli, che inficiano la buona funzionalità della polizia di stato”: inizia così il duro comunicato del segretario provinciale geniale Silp Cgil Cremona, Guido Ettari, in merito alle condizioni in cui sono costretti a lavorare gli agenti di polizia in territorio cremonese.

“Tante di fatto sono le questioni nodali che si riverberano negativamente sul personale di servizio, come il blocco del turnover, cioè una sistematica carenza di personale causata dalla carenza di concorsi che non rimpiazzano i fisiologici pensionamenti, il mancato rinnovo del contratto nazionale, un fermo imposto sia alle indennità accessorie e funzionali che agli automatismi stipendiali per le progressioni di carriera, nonché il mancato avvio della previdenza complementare. In tutto questo contesto tutt’altro che roseo, ma piuttosto a tinte fosche, s’inserisce ancora una volta, una politica nazionale tesa a un continuo disinvestimento sulla sicurezza, colpendo pesantemente gli operatori interessati, depotenziandone l’aspetto funzionale, professionale e motivazionale, puntando invece, ad esempio sul rifinanziamento delle pattuglie dei militari, che nulla di strutturale danno alla sicurezza”.

Nel solco dell’onda anomala del depauperamento delle risorse del delicato settore sicurezza, “un ulteriore macigno – scrive Ettari – con la recentissima ‘razionalizzazione dei presidi sul territorio’ così definita e presentata dal vicecapo della polizia, Alessandro Marangoni, che vuole tradursi nella rituale chiusura di una dozzina di commissariati; della cancellazione delle squadre nautiche (circa 500 unita’ di personale), di una ventina di presidi della Stradale e di una trentina di quelli della Polfer. sforbiciata anche alle scuole per lasciare soltanto tre maxi poli dedicati alla formazione di base degli agenti. Basti pensare che in pochi anni i poliziotti sono diminuiti di 15mila unità (sono 95mila in totale)”.

Per quanto riguarda Cremona, “l’ascia della riduzione delle risorse è caduta sulla sezione di polizia postale che verrà accorpata all’interno della Questura, determinando un ulteriore impoverimento sul territorio della presenza di un valido e necessario servizio a favore della cittadinanza, in un settore peculiare quale quello del contrasto alla piaga sociale della pedofilia, delle truffe on line, dei reati informatici, un settore quello della polposta che andrebbe invece ampliato e incrementato in vista del futuro sempre più digitale e meno analogico”.

Il Silp Cgil di Cremona considera questa come “una scelta miope ed azzardata a discapito dei cittadini, della loro sicurezza informatica e degli operatori che vedono svilita la loro professionalità e motivazione lavorativa. Con la chiusura del tribunale di Crema e della Polizia Postale di Cremona, la provincia cremonese vede un’emorragia istituzionale grave, alla quale occorre dare una risposta forte anche dalle aggregazioni politiche che pure esistono e che insieme anche, al Silp Cgil possono fare la differenza come baluardo alle disgregazioni dei servizi presenti in provincia. La difesa dei presidi territoriali è oggi più che mai necessaria dalle mire di razionalizzazione del capo della Polizia, Alessandro Pansa, che con la parola d’ordine di ottimizzazione delle risorse promuove sinergie tra i presidi territoriali delle diverse forze di polizia e punta a sfruttare le risorse presenti, evitando, a suo dire, duplicazioni: ad esempio, si ritiene utile chiudere il commissariato di polizia in un territorio dove è già presente una compagnia di carabinieri. Attraverso due linee guida: una interna alla polizia di Stato che prevede una revisione dei presidi delle quattro specialità (Stradale, Ferroviaria, Postale e Frontiera), l’altra di concerto con il Comando generale dei carabinieri al fine di una rivisitazione dei presidi sul territorio. Il progetto è stato inviato a questori e prefetti che dovranno inviare un parere entro la prima metà di marzo”.

Il timore è che “in questo archetipo di chiusura generalizzata, i cittadini vedranno sottratti presidi di sicurezza, senza sapere con quali conseguenze, senza considerare le aspettative e vita lavorativa del personale di polizia, senza dichiarare verso chi saranno destinati i milioni di euro di risparmio. Il Silp Cgil è contrario allo stillicidio continuo di tagli lineari e chiusure di peculiari uffici di polizia, ritenendo invece opportuna l’unificazione delle forze di polizia, con la immediata conseguenza di una positiva riduzione delle spese. I tagli lineari operati ai corpi di Polizia ammontano, solo negli ultimi 5 anni, a più di 4 miliardi di euro, circa il 50% in termini reali. Una scelta scellerata che non  tiene in considerazione gli effetti negativi prodotti sul sistema di protezione sociale e sul contrasto alla criminalità organizzata”.

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