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La banda dei computer
portatili: doppio
colpo a Casalmaggiore

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Nella fotogallery i danni provocati dal doppio furto

CASALMAGGIORE – Si sono mossi di notte, tra venerdì e sabato, anche se non si può dire con certezza se ad agire sia stata la stessa identica banda. Certo è che, considerata la vicinanza dei due esercizi presi di mira e soprattutto la modalità del furto, questa pista è quella più probabile al vaglio ora dei carabinieri di Casalmaggiore.

I primi ad accorgersi del furto sono stati i proprietari del ristorante cinese di via Porzio: sabato mattina i gestori hanno trovato la finestra sul lato cucina, quella che si affaccia in vicolo Centauro, completamente distrutta sia nella parte in vetro che nelle inferriate, molto pesanti da piegare e probabilmente divelte con qualche attrezzo apposito: proprio da vicolo Centauro i malviventi sono entrati ma non hanno poi trovato molto da rubare, anche perché i proprietari hanno spiegato che ogni sera, proprio per paura di questi colpi, svuotano il fondo cassa portandoselo con loro. I ladri si sono così dovuti accontentare di un computer portatile del valore di 4-500 euro generalmente utilizzato dai figli dei gestori. Il colpo sarebbe da collocare attorno all’1 di notte tra venerdì e sabato: non ci sono certezze, ma in quel momento, raccontano i vicini di casa che hanno residenza in via Bixio, a pochi metri da via Centauro, alcuni cani si sono agitati particolarmente e si sono messi ad abbaiare.

Il secondo colpo è stato messo a segno presso la filiale Artenergia, gestita da Giovanni Ronchi di Bozzolo e aperta in via Martelli, nella zona delle vecchie poste, da appena 20 giorni. Lo sportello, che si occupa di consulenze in materia di energia, è stato visitato in modo più brutale. Un grande masso, rinvenuto dai carabinieri all’interno del locale, è infatti servito a spaccare la finestra laterale (nella caduta il masso ha creato qualche danno anche alle mattonelle del pavimento): anche in questo caso i malviventi si sono introdotti nella filiale e hanno asportato soltanto un computer portatile (da cantiere, ha precisato il titolare, di quelli piccoli, 9 pollici). “Non teniamo soldi, anche perché non facciamo vendita” ha spiegato Ronchi “dunque c’erano pochi contanti da rubare. Casomai, a voler giocare con le consonanti, il rischio era di perdere contatti: per fortuna hanno rubato il “portatilino”, ma non il personal computer principale, dove teniamo tutte le nostre consulenze. Nella sfortuna, è andata bene così”. L’allarme non è scattato, anche perché, considerando che la filiale è aperta da soli venti giorni, i gestori non hanno ancora avuto modo e tempo di sistemare la sorveglianza. Non si hanno, perciò, indicazioni precise sul momento del colpo: l’ufficio è infatti rimasto chiuso sia sabato che domenica e la “sorpresa” è stata scoperta lunedì. Ecco perché è possibile, per non dire probabile, che anche questo colpo sia stato compiuto nella notte tra venerdì e sabato.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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