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Sallusti a tutto campo
al Rotary. Appoggia Renzi,
attacca Napolitano

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Nella foto un momento della conviviale del Rotary di lunedì sera

CASALMAGGIORE – “Rimane una ferita che non si rimarginerà mai più. Credo sia come lo stupro per una donna”. Così Alessandro Sallusti ha descritto il famoso arresto avvenuto in redazione su ordine della Procura di Milano. Il direttore de “Il Giornale”, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, ospite lunedì sera in una affollatissima conviviale del Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta a Casalmaggiore, ha spiegato che la privazione della libertà era stata decisa per il mancato controllo di articoli pubblicati dal suo quotidiano.

“Siccome erano state contate sette di queste omissioni venivo ritenuto delinquente abituale e per questo passibile di arresto”. Una decisione definita incomprensibile dal direttore, che mai prima di allora era stata presa nei confronti di nessun giornalista. A Enzo De Mauro e a Ferruccio de Bortoli, è stato spiegato, sono state attribuite una trentina di omissioni del genere ma mai nessuno di loro è stato toccato. “E’ la stessa storia di Silvio Berlusconi” ha attaccato Sallusti “che tra pochi giorni verrà privato della libertà per aver evaso 5 milioni di euro e per questo definito evasore abituale. Ma può ritenersi un evasore abituale colui che è invece rappresenta il maggior contribuente italiano?”. Un passaggio, che come altri, ha provocato gli applausi dell’attentissimo auditorio.

Sallusti, dopo una cena preparata con cura dal personale del ristorante Bifi, è stato presentato dal presidente del Rotary CVS Mario Fazzi ed ha iniziato la conversazione descrivendo un Silvio Berlusconi sconsolato e demoralizzato per la situazione disastrosa del Milan, il cui andamento è tuttora in grado di influire negativamente sul risultato elettorale del partito provocando una perdita di voti stimata all’incirca sul 3 per cento.

Qualcuno tra i presenti gli ha chiesto conto di un durissimo editoriale scritto contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che poi invece di perseguirlo, ha deciso di concedere la grazia. “Sapete perchè l’ha fatto?” ha risposto il direttore “. Non certo per benevolenza ma perchè si stava andando verso le elezioni e non poteva concedere alla destra un vantaggio così grande con un giornalista di quello schieramento in prigione”. L’ospite comunque ha confermato tutti i suoi giudizi negativi sul Presidente della Repubblica, associando il suo comportamento a quello del perfetto comunista.

Non sono mancati i riferimenti al nuovo capo del Governo confermando le attese e le speranze che la politica riponevano in lui. “Metà del Pd non lo ama e i vari Bersani, Bindi, Finocchiaro non aspettano altro che farlo fuori. Ma Matto Renzi è un giovane ambizioso e determinato e con il sostegno di Forza Italia, l’altra parte del Paese, potrà ottenere la spinta giusta per fare politica in Europa e di conseguenza trovare quella strada per uscire dalla crisi che sinora la sinistra non è riuscita ad intravedere”. Al termine della conviviale, dopo i tradizionali omaggi consegnati dal presidente Mario Fazzi e le interminabili strette di mano, il direttore Sallusti è stato preso in consegna dagli uomini della scorta e riaccompagnato a Milano.

Intanto è stato annunciato un nuovo ospite davvero prestigioso: il prossimo 10 maggio sarà al Rotary CVS l’oncologo milanese (che ultimamente ha intrapreso anche la carriera politica) Umberto Veronesi, al quale i vertici del Rotary consegneranno il “Toson d’oro”, onoreficenza riservata ai relatori più prestigiosi.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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