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‘Viaggio a ritroso’:
spirale futuristica per
ricordare il passato

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Nella foto, chiesa Castello e il progetto della mostra-spirale

SAN MARTINO DALL’ARGINE – C’è un gruppo di persone a San Martino dall’Argine e nel comprensorio Oglio Po che già pensa al prossimo Natale: uno sguardo al futuro, con estrema attenzione al passato. “Abbiamo pensato di lanciare al nostro territorio un messaggio di particolare impatto”: spiega Vanna Sbolzani. “Lo abbiamo chiamato ‘Viaggio a ritroso… per recuperare la speranza’.” Di cosa si tratta è presto detto: una mostra particolare da allestire all’interno della gonzaghesca chiesa Castello di San Martino dall’Argine. Un’esposizione che, per essere realizzata, ha bisogno “dell’aiuto e del contributo di diverse personalità del mondo culturale e artistico”. “Non escludiamo che l’esposizione possa diventare itinerante – precisa Sbolzani – e toccare negli anni a seguire altri paesi o città. In effetti vorremmo anche cercare di sviluppare delle iniziative che ci consentano una qualche connessione con Expo 2015, evento di rilevanza mondiale”.

Il progetto, che ha un sito (www.viaggioaritroso.eu) e una pagina Facebook dedicata, dalla fase embrionale dell’ideazione è approdato ad una prima presentazione che verrà mostrata martedì 25 marzo, alle ore 21, presso la chiesa Castello di San Martino dall’Argine, sul lato Ovest di Piazza Martiri della Libertà. “Vorremmo che la mostra a cui desideriamo dare vita, potesse essere espressione di sensibilità diverse che hanno iniziato a dialogare e confrontarsi”. Le firme in calce al progetto sono già di per sé sinonimo di coinvolgimento comprensoriale. L’autore è Francesco Sbolzani, di Rivarolo del Re. Il coordinatore è don Luigi Pisani della parrocchia rivarolese di San Zeno. Hanno collaborato il professor Mauro Ferrari di Piadena, Ernesto Sanguanini di Rivarolo Mantovano, Vanna Sbolzani, Guido Tosi e Pierluigi Bonfatti Sabbioni di Rivarolo del Re, Silvano Bittasi di San Martino dall’Argine, Sara Pisani e Giancarlo Roseghini di Casalmaggiore.

La mostra è caratterizzata da un’installazione a forma di spirale, di circa 30 metri di lunghezza e 3 di altezza, che rappresenta il percorso iniziato subito dopo la fine della guerra, “anni in cui tutto era difficile, ma allo stesso tempo era facile… bastava fare qualsiasi cosa”. “E’ da questo momento – si legge dalla presentazione dell’iniziativa – che inizia un vortice, una spirale, un meccanismo che trascina tutto e tutti. Difficile era ed è fermarsi, anche se ci rendiamo conto di essere al di sopra delle nostre possibilità e stanchi per il super lavoro”. L’idea prevede che, camminando all’interno della spirale, nei due lati si trovino stazioni di diverse dimensioni: in ognuna di queste verrà affrontata una tematica rappresentando il passato, il presente ed il futuro. “La tecnica utilizzata per la rappresentazione sarà varia: dalla fotografia, alla pittura, alla scultura, alla proiezione di filmati; al termine di questo percorso troveremo il presepe, il luogo della natività, in ombra come lo abbiamo lasciato per diversi anni sottovalutandolo al nostro passaggio… una luce intensa si accenderà con la speranza che possa illuminare il nostro futuro”.

Simone Arrighi

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