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Piadena, Pgt approvato.
Cavenaghi: “Minoranza
in campagna elettorale”

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Nella foto, il vicesindaco di Piadena Gianfranco Cavenaghi

PIADENA – Il Consiglio comunale di Piadena, nella seconda convocazione di martedì sera, ha approvato il Pgt con la maggioranza relativa dei voti: non erano presenti nella sala adunanze del municipio, così come nella prima convocazione di lunedì, la minoranza e i tre consiglieri ‘dissidenti’ Nazzari, Magri e Piccinelli. Un tema, quello del nuovo Piano di Governo del Territorio, che ha suscitato polemiche e scatenato l’attacco dei consiglieri della Lista Civica di Per Piadena Unita Francesco Bazzani Mara Malinverno: i due, martedì mattina, hanno accusato l’amministrazione comunale di mancanza di trasparenza circa la posizione ’fantasma’ dell’architetto che ha lavorato al Pgt. Una professionalità che, stante l’accusa delle minoranze, lavorerebbe per il comune di Piadena percependo uno stipendio senza però avere un contratto in quanto quello a tempo determinato stipulato dall’allora sindaco Bruno Tosatto sarebbe scaduto con la morte dello stesso primo cittadino. Una questione di cui si è occupato il Ministero dell’Interno e per la quale è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica.

“Sull’argomento abbiamo fatto i nostri atti pubblici, che sono a disposizione di tutti”: replica il vicesindaco di Piadena, Gianfranco Cavenaghi. “Riteniamo di aver agito in estrema trasparenza. Piuttosto mi sembra che la minoranza abbia atteso il momento opportuno per calarsi nel clima della campagna elettorale. Se avessero voluto dirci qualcosa, avrebbero potuto farlo giorni fa nelle sedi preposte. Non ci si sottrae al confronto non presentandosi in consiglio comunale”.

Con l’approvazione di martedì sera, entra in vigore un nuovo Pgt che, secondo Cavenaghi, “ha una sua precisa valenza in quanto mira al recupero dei centri storici, alla valorizzazione del centro cittadino, al minor consumo di suolo, alla semplificazione delle regole per il rilancio delle attività”. “Il tutto – precisa il vicesindaco – è stato fatto in maniera corretta, con atti pubblici approvati dai tecnici di riferimento e secondo un percorso lungo ma che ha dato frutti apprezzabili”. “Abbiamo rispettato le regole”: chiosa Cavenaghi.

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