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Olio liturgico
e alimentare per Pasqua
nel Rotary POC

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Nella foto un momento della serata

ACQUANEGRA SUL CHIESE – Una piacevole serata ha accompagnato i soci del Rotary club Piadena Oglio Chiese alle festività. La conviviale prepasquale si è tenuta al ristorante Evergreen di Acquanegra, ed ha avuto l’olio come trait d’union. L’olio nel suo significato liturgico e come alimento fondamentale in una dieta equilibrata.

Era presente infatti, al fianco del presidente Manlio Troletti, il produttore di olio siciliano Pierluigi Crescimanno, laureato in Scienze Agrarie, Accademico Nazionale dell’Olivo e tra i vari titoli presidente del Comitato promotore dell’olio dop “Valle del Belice” e olive “Nocellara del Belice”. Grazie a lui la cena è stata preceduta da una degustazione di olii di diverse fragranze e qualità, una sorta di minicorso per conoscere i metodi dei degustatori e poter apprezzare l’olio di qualità, possibilità che purtroppo oggi ci è ostacolata da norme sulle etichettature che non tutelano abbastanza i diritti dei consumatori più attenti.

Ad inizio serata, è stato presentato, da Nadia Resca, il nuovo socio Gianni Bianchi, che dopo un ventennio trascorso ad occuparsi di controllo gestionale all’IBM è da tempo impegnato in Poolpharma. In seguito, il vicario di Piadena don Massimo Sanni ha spiegato come l’olio sia un elemento fondamentale della Pasqua: consacra cattedrali, re, vescovi. «Lo stesso Gesù – ha affermato – si consacra sulla croce come uomo di servizio. Chiunque riceva una consacrazione lo fa nel servizio, e dobbiamo dare l’esempio ai giovani», l’invito ideale a chi, come il rotariano, fa del servizio la propria missione. Don Massimo ha chiuso ricordando don Primo Mazzolari: il mondo non può cambiare se tu non cambi.

Il parroco ha poi ringraziato il presidente Troletti, affiancato al tavolo di presidenza anche dai presidenti del club Casalmaggiore Oglio Po Leonardo Stringhini, dell’e-club Maurizio Mantovani e del Rotaract Piadena Casalmaggiore Asola Melania Tabaglio, oltre che dall’assistente al Governatore Giuseppe Torchio, per il progetto del nuovo parco giochi realizzato nel locale oratorio. Quindi la parola è passata a Pierluigi Crescimanno, che ha raccontato come con la moglie gestisca un’azienda di Castelvetrano (la greca Selinunte) che risale agli inizi del Settecento, e di come sia orgoglioso della figlia Gaia che, giovanissima, ha già vinto un progetto nazionale in Toscana legato all’olio. Olio che «è il primo ingrediente della padella. Con la degustazione ho voluto far comprendere la differenza tra l’olio standard e l’olio di qualità. I profumi e i sapori dicono molto, e usare olio buono consente anche, grazie alla maggior quantità di polifenoli, di tutelare la nostra salute. E l’Italia, dalla Sicilia al Lago di Garda, ha una grande ricchezza nella varietà di olii. Proprio dalle sue potenzialità l’Italia deve risorgere: la cultura, i cibi, il turismo, il buon vivere».

Quindi anche l’olio buono. «Quello di scarsa qualità provoca malattie. Fortunatamente negli ultimi 20 anni si è assistito ad un recupero importante delle nostre tradizioni. E’ vero che vantiamo moltissime varietà rispetto ad esempio alla Spagna, ma se anni fa la produzione era simile tra i due paesi (6 milioni di quintali), l’Italia è rimasta a quei dati, mentre la Spagna oggi ne produce 16 milioni». Da qui il problema della comunicazione: molti industriali usano produzioni non italiane spesso nascoste dall’indicazione made in Italy, e la normativa risente del peso politico dei pochi grandi produttori. Certo, in attesa di tempi migliori, nell’etichetta dobbiamo cercare garanzie nelle indicazioni geografiche, e l’invito del produttore è quello di andare direttamente nella campagna per reperire cibo di qualità, per inserire il cibo in un’identità culturale che ci contraddistingua.

Vanni Raineri

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