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Penazzi, l’ultima lettera
“A rimetterci saranno
soltanto i viadanesi”

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Nella foto, Giorgio Penazzi e il municipio di Viadana

VIADANA – Ufficialmente non è una vera e propria lettera di dimissioni, ma leggendola viene da pensare che sia il passo d’addio di Giorgio Penazzi come sindaco di Viadana. Difficile infatti che l’attuale primo cittadino possa scrivere un’altra missiva, ancora con la stessa carica. Penazzi si sfoga, dividendo il suo pensiero in tre blocchi: prima descrive il fatto accaduto in consiglio (che tutti conoscono), poi analizza le conseguenze, infine parla delle opere che, a questo punto, la sua giunta non potrà più portare a termine.

Prima di pubblicare per intero lo sfogo del sindaco, chiariamo quelle che sono le prospettive, soprattutto a livello di tempistiche, per il futuro amministrativo di Viadana: l’arrivo del commissario prefettizio a Viadana durerà all’incirca un anno prima delle nuove elezioni che porteranno una nuova giunta a insediarsi. Questo perché il commissariamento, per legge, dura fino alla prima tornata elettorale utile. Con questa terminologia si intende il periodo compreso nei mesi primaverili tra aprile e giugno, praticamente ogni anno. Ecco perché a Viadana le elezioni si terranno nella primavera 2015. Perché, potrebbe chiedersi il lettore, le elezioni non si effettuano subito, essendo stata sfiduciata la giunta proprio in pieno periodo primaverile? Perché esistono tempi tecnici che non consentono di avere fretta, per così dire. Tradotto: se Penazzi fosse stato sfiduciato entro la fine di febbraio, Viadana avrebbe avuto un commissario per tre mesi e il 25 maggio avrebbe potuto vivere la propria tornata elettorale in tempo utile. In questo modo, invece, le elezioni non potranno tenersi prima di dodici mesi (bisognerà poi capire quale sarà nel 2015 il giorno elettorale prescelto).

Spazio ora alla lettera di Penazzi, sempre più “solitario y final”. “IL FATTO: La vergognosa iniziativa” non usa mezzi termini il primo cittadino “intrapresa mercoledì sera dal capogruppo Pd Paolo Zanazzi e dai consiglieri Pd Elda Manfredi, Bruno Bartolucci, Silvio Perteghella e Daniele Mozzi, espressa con il voto contrario al bilancio consuntivo 2013 si manifesta come evidente atto di irresponsabilità nei confronti della città e di tutta la comunità, aggravato dalla totale mancanza di consapevolezza della difficilissima fase economica in cui ci troviamo. Tali atteggiamenti si coniugano nella logica e nella tempistica con le dimissioni del Presidente e consigliere Pd Gabriele Oselini rassegnate mercoledì mattina”.

“E’ un’azione molto grave” prosegue Penazzi, durissimo “in primo luogo perché priva la città dell’approvazione di un documento importante come il rendiconto consuntivo di gestione e, in secondo luogo, perché manca di qualsiasi motivazione concreta; gli stessi avevano votato il bilancio di previsione 2013, tutte le variazioni di bilancio, l’assestamento 2013. Che ragione c’era per non approvare il rendiconto 2013 che era quindi la logica conseguenza di tali atti amministrativi? Se si vuole sfiduciare il sindaco che si proceda con una chiara mozione di sfiducia approvata dal Consiglio comunale. Ancora una volta invece ha imperato l’ipocrisia e l’incapacità di manifestare apertamente le proprie convinzioni, la codardia di chi non vuole assumere le proprie responsabilità sfiduciando apertamente il sindaco”.

Poi il secondo punto della lettera. “CONSEGUENZE: Gli effetti della mancata approvazione del consuntivo 2013 potrebbero rappresentare la decadenza dell’amministrazione e comunque un atto di sfiducia anomalo per costringere alle dimissioni il sindaco. A questo punto , ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità per le conseguenze negative che la mancata approvazione del bilancio consuntivo comporterà per la città e per il Comune, che mercoledì sera è stato minato nella sua stabilità”.

Nell’ultima parte della missiva, la più corposa Penazzi lancia l’allarme per il 2014 e l’inizio del 2015 con il commissariamento che creerà immobilismo, a suo dire, cancellando le tante opere messe in programma. “COSA SUCCEDE SE  DECADE IL SINDACO: Se il sindaco sarà sfiduciato oppure se egli rassegnerà le dimissioni” Penazzi usa l’ipotetica ma la decisione sembra ormai impossibile da rimandare “ed anche se la Prefettura di Mantova provveda in autonomia a dichiaranrne la decadenza, quest’ultima nominerà un commissario a cui sarà demandata la gestione ordinaria dell’amministrazione e l’indizione delle  votazioni amministrative che, in base alle disposizioni vigenti, si terranno nella primavera del 2015”.

Da qui Penazzi si sfoga, elencando le varie iniziative previste e messe a bilancio. Penazzi usa sempre il tempo passato, il che è indicativo. “Per il 2014 avevamo in programma opere importantissime che purtroppo non potranno essere realizzate. Mi dispiace per il cittadini di Viadana perché saranno loro, soprattutto, quelli che dovranno soffrire. Erano già stati finanziati e messi in programma importanti lavori ed opere come: 1) Revisione Quinquennale Piano Governo Territorio (P.G.T.) e accoglimento varianti a verde; 2) Riscatto impianto reti illuminazione relativo ammodernamento ed ampliamento del valore di € 1.800.000; 3) Cittadella della Salute mediante project-financing e a costo zero per il Comune al posto del bocciodromo: valore di € 2.000.000; 4) Realizzazione opere previste con Accordo di Programma Regione Lombardia – Provincia di Mantova – Comune di Viadana (rotatorie  Via Vanoni-Via Fenilrosso- parcheggio rugby-centro sportivo Lavadera, ecc) del valore di € 3.700.000; 5) Manutenzione straordinaria e messa a norma Piazzola rifiuti Fenilrosso per € 600.000; 6) Consolidamento scuola Cicognara € 150.000; 7) Interventi su viabilità comunale frazioni Nord -Via Fossola e Via Terzone progetto Bretelllina € 100.000; 8) Completamento rete acquedotto comunale € 320.00 e sistemazione fognature di Viadana-Cogozzo-Cicognara € 400.00 per evitare gli allagamenti in occasione di forti pioggie; 9) Area sgambamento cani per € 30.000; 10) Realizzazione Piazza Salina per € 60.000; 11) Lavori urgenti di manutenzione ordinaria/straordinaria immobili comunali in seguito al terremoto 2012 per € 700.000; 12) Terzializzazione servizi manutenzione comunali (global service verde); 13) Mantenimento del servizio del Giudice di Pace; 14) Mantenimento del servizio in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Carlo Poma e collocazione del Centro Psico Sociale nei locali dell’ex Pretura; 15) Realizzazione Caserma Vigili del Fuoco”.

In chiusura l’ultimo passaggio, rivolto a tutti i viadanesi. “Mi scuso con i cittadini per tutto quello che non si è potuto realizzare   confessandovi che ciò non è dipeso da mancanza di impegno e o di volontà ma, soprattutto dalle fortissime riduzioni delle entrate causate dai tagli del governo ai comuni e dalla ferma mia determinazione di non voler ulteriormente vessare i miei cittadini con ulteriori odiose tasse. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato con me, le forze politiche che mi hanno sostenuto, i dirigenti e i dipendenti comunali che hanno profuso il loro impegno per la buona gestione del comune, ma ringrazio soprattutto i cittadini di Viadana che mi hanno eletto e mi hanno permesso di svolgere per quattro anni la funzione di sindaco della loro città”.

Già, per quattro anni, perché la possibilità di vivere anche l’ultimo passaggio per completare il mandato di cinque anni sembra ormai lontana anni luce.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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