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Sensibilizzare al dono
del sangue cordonale:
incontro a Viadana

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VIADANA – Nell’ambito di un’ampia campagna di sensibilizzazione al dono del sangue cordonale, l’azienda ospedaliera di Cremona terrà un incontro informativo per giovedì 15 maggio al MuVi di Viadana, alle ore 21. Organizzato dall’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Oglio Po (diretta da Mauro Melpignano) in collaborazione con il Comune di Viadana, la serata verterà su alcuni temi fondamentali. Per saperne di più, la stessa azienda ospedaliera ha diffuso le seguenti indicazioni.

Cosa significa donare il sangue cordonale e quali i vantaggi e gli svantaggi? Il cordone ombelicale, che normalmente viene gettato, contiene sangue ricco di cellule staminali, le stesse del midollo osseo. Cellule in grado di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Una donna che decide di donare quel sangue offre a una speranza in più di guarire e tornare alla vita a persone che ne hanno bisogno e una opportunità di salute per il futuro del proprio figlio. Non esistono svantaggi in quanto il sangue cordonale viene prelevato a nascita avvenuta. L’efficacia delle cellule staminali per la cura di malattie a carico del sistema sanguigno (quali leucemie, linfomi, anemie e altre forme tumorali talassemie e soprattutto gravi carenze del sistema immunitario) è da tempo accertata.

Come avviene la raccolta del sangue cordonale? Non tutte le coppie sanno dell’esistenza di programmi sanitari che raccolgono il sangue cordonale donato. La raccolta avviene in maniera sicura: dopo il parto, il sangue del cordone viene estratto lontano da mamma e bambino, posto in sacche sterili monouso, etichettate e spedite alle banche di crio-conservazione entro 36 ore dal prelievo. La procedura, essendo a carico del Servizio Sanitario Nazionale è del tutto gratuita e viene svolta esclusivamente da strutture pubbliche coordinate dal Centro Nazionale Sangue, in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti.

Per quanti anni dal momento della donazione sono utilizzabili le cellule cordonali? Le cellule staminali si possono mantenere in appositi impianti criogenici alimentati ad azoto liquido e capaci di garantire temperature inferiori a 150°C anche per 15-20 anni.

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