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L’unione fa
la forza: il “peso”
dei 25mila

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Nella foto, la firma del protocollo d’intesa. Da sinistra: Magni, Silla, Gozzi e Chiesa

CASALMAGGIORE – Motta Baluffi, Scandolara Ravara, Torricella del Pizzo, Gussola, Martignana di Po e Casalmaggiore: da Ovest a Est, l’asse del Po casalasca si rinsalda in vista di un orizzonte lontano, quello del 2020, con l’obiettivo di impegnarsi per l’energia sostenibile attraverso la firma di un patto tra sindaci. Quattro gli autografi apposti sabato mattina nel municipio casalese sul protocollo d’intesa del Paes (Piano di azione energie sostenibili): Claudio Silla per Casalmaggiore, comune capofila dell’iniziativa, Gianmario Magni per Scandolara Ravara, Alessandro Gozzi per Martignana di Po e Marino Chiesa per Gussola. Alle loro firme, si aggiungeranno quelle di Emanuel Sacchini per Torricella del Pizzo e Giovanni Vacchelli per Motta Baluffi. “Insieme è meglio”: questo lo slogan scelto dai primi cittadini casalaschi che hanno deciso di “andare al di la delle singole proposte e appartenenze politiche per avviare programmi importanti”, così Silla. Il solco è stato tracciato dall’unione dei servizi che ha visto inizialmente protagoniste Scandolara Ravara e Motta Baluffi, con Municipia in procinto di allargarsi a Torricella del Pizzo e Gussola, sino ad arrivare alle soglie di Casalmaggiore con l’adesione anche di Martignana di Po. Un’asse di cinque comuni che insieme contano circa diecimila abitanti: sommandoli ai 15mila casalesi, si ottiene un territorio di 25mila anime che, come sostenuto da tutti i sindaci presenti in sala consiliare sabato mattina, potrà avere sempre più peso a livello cremonese, in un passaggio storico che vedrà l’ente provinciale sparire progressivamente per lasciare spazio ad una gestione determinata dai comuni.

“Le prove generali in vista della sottoscrizione di questo protocollo – ha spiegato Silla – sono state avviate con i Distretti Diffusi del Commercio, con le disposizioni territoriali in tema di sicurezza, di informatizzazione e di gestione dei servizi sociali col Concass”. Si tratta della prima fase di un percorso che prevede l’impegno di cinque municipalità per dare vita all’Unione del Po e quello del comune di Casalmaggiore di fare da ente capofila nella stesura dei Piani di Azione per le Energie Sostenibili. Dai sindaci il grazie al Gal Oglio Po Terre d’Acqua per il supporto operativo offerto per la predisposizione del protocollo, a Carla Visioli (definita da Magni “l’assessore più aggregante del territorio casalasco”) coadiuvata dalla responsabile dell’ufficio bandi del comune di Casalmaggiore Lara Cavalli “per essere state sempre sul pezzo”, per dirla con Chiesa. Magni ha sottolineato come “il casalasco abbia tutte le potenzialità per diventare il vero traino della provincia cremonese” e che la prossima sfida sia rappresentata dagli “interventi condivisi nelle società partecipate”. Gozzi, che ha ammesso come “Martignana di Po sia stato il comune più ballerino in tema di unione dei servizi”, ha ribadito la convinzione dell’adesione al protocollo riconoscendo la funzione aggregatrice di Casalmaggiore. Di “impegno difficile e appassionante” e di “rapporto serio con gli altri sindaci del territorio” ha parlato poi Chiesa: “Il futuro è questo, un’unione del Po che metta insieme circa 25mila abitanti”, così il sindaco di Gussola. All’assessore al Bilancio casalese, Carla Visioli, è spettata la chiosa prima della firma: “Abbiamo messo il massimo impegno credendo in un territorio unito”. Immancabile l’in bocca al lupo finale: tre dei sindaci che sabato mattina hanno firmato il protocollo d’intesa, tenteranno il bis amministrativo alle prossime elezioni comunali.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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