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Silla, svolta verso
Rive Gauche
Quattro i consiglieri

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Nella foto di repertorio una delle conferenze stampa di Rive Gauche

CASALMAGGIORE – L’analisi politica emersa dalle urne di Casalmaggiore mette in risalto un dato sulla componente di centro-sinistra guidata dal candidato (nonché sindaco uscente) Claudio Silla, che modifica il panorama rispetto al 2009: in caso di vittoria, infatti, la maggioranza di Silla – che oggi vanta un buon vantaggio con il 37% su Filippo Bongiovanni – porterebbe in consiglio una fetta importante di Rive Gauche, che fa riferimento a Rifondazione Comunista.

Una svolta a sinistra dettata, come detto, dalle prefenze: se infatti tra i più votati ci sono l’attuale assessore al Bilancio Carla Visioli (da molti agganciato ad un’area addirittura di centro-destra) e l’attuale presidente del consiglio comunale Calogero Tascarella, ben tre sono gli eventuali consiglieri praticamente sicuri di entrare nel consesso gravitanti attorno a Rive Gauche: si tratta di Pierluigi Pasotto, addirittura il più votato, di Giancarlo Roseghini e di Maria Giovanna Giamei, che idealmente va a sostituire la nipote Gloria Barili. Da due consiglieri dell’area più a sinistra che sono stati in consiglio dal 2009 al 2014 si passa dunque a tre, ma un altro potenziale consigliere (Maria Cecilia Bianchi) sposta l’asse ulteriormente verso la radicalità dell’ex Pci.

Tra gli altri aspetti, va segnalata anche la perdita di preferenze da parte degli esponenti più legati al centro, o comunque ad un’area moderata: su tutti è indicativo il dato di Massimo Mazzoli, araldiano di ferro, che con 33 preferenze rischia di non entrare in consiglio. Senza considerare il calo di preferenze verso altri candidati dell’area più moderata, alcuni dei quali assessori in carica. Restando su Mazzoli, è possibile per lui in caso di vittoria un assessorato, anche se è difficile capire in quale settore, dato che Mazzoli ha sempre seguito i Servizi Sociali a Marcaria ma questo campo sembra ormai egemonizzato proprio da Pasotto, che lo segue da anni. A meno che Pasotto non lascia il posto per occupare quello più prestigioso di vicesindaco, voce che peraltro sta girando nelle ultime ore…

E’ pur vero, in conclusione, che Silla ha sfruttato l’onda lunga della vittoria netta di Renzi alle Europee (oltre il 40%), ma in questo senso il Pd renziano sembra poco rappresentato dalle preferenze espresse democraticamente dalla cittadinanza: del resto, lo stesso sindaco alle penultime primarie si espose a favore di Pierluigi Bersani, mentre Mario Daina, che fa parte, pur da esterno, della squadra che ha fatto campagna elettorale per le due liste in appoggio a Silla, ha appoggiato Gianni Cuperlo nelle ultime primarie, quelle della vittoria renziana. Insomma, il dubbio è lecito anche se, alla fin fine, si conferma un dato: Europee e Amministrative, a Casalmaggiore (e forse anche negli altri comuni della zona), non necessariamente vanno a braccetto. O per lo meno questo rivelano le pieghe e l’analisi del voto. Dunque è lecito chiedersi: Renzi dov’è andato a finire?

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