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Campitello, tragedia
sull’Oglio: 24enne entra
nel fiume, non riemerge

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Nella fotogallery le operazioni di ricerca a Campitello sul fiume Oglio

CAMPITELLO (MARCARIA) – “L’ho preso sulle spalle, l’ho sollevato, lo stavo quasi riportando a riva. Poi ho sentito che mi ha spinto via: era come se mi volesse dire “Salvati almeno tu”. Si chiude così la drammatica testimonianza di un ragazzo rumeno sulla trentina, protagonista suo malgrado di una tragedia senza senso e straziante. Il suo amico, quello che l’ha spinto via, è dispersa e la speranza di ritrovarlo vivo è ridotta pressoché allo zero.

Quattro amici, tutti rumeni, si trovano dopo il lavoro mattutino per una pausa pranzo un po’ particolare: in tre partono dal lavoro su un camioncino e si trasferiscono in una delle tante anse del fiume Oglio, in territorio di Campitello, frazione di Marcaria, sotto l’ombra delle piante per una grigliata all’aperto. Il quarto, che si chiama Ioan Savin, ha 24 anni e abita a Mantova, arriva per conto proprio sulla sua automobile, perché la fidanzata, che lavora al “Leoncino”, ristorante in centro nella città virgiliana, non è ancora rientrata a casa. Quella scelta è fatale proprio per Ioan.

Il pranzo è rapido, piacevole, non troppo pesante: una bistecca e mezza birra a testa. Ma tanto è bastato, quasi certamente, per creare problemi seri a Ioan, probabilmente una congestione. I quattro ragazzi, mezzora dopo il pranzo, decidono di scendere a riva per rinfrescarsi i piedi: il caldo è effettivamente terribile. Con loro anche il cane di uno degli amici. Sembra andare tutto bene, gli amici di immergono fino ai fianchi, quando qualcosa va storto. “In quel punto” ricorda uno dei residenti della zona accorso sul luogo della tragedia “si sono già annegati tre ragazzi: lì c’è una buca e si formano mulinelli, l’acqua è ingannatrice”. Forse è proprio quella buca a rubare la speranza agli occhi del 24enne Ioan, che si sarebbe dovuto sposare ad agosto con la sua ragazza.

Fatto sta che il 24enne barcolla, rischia subito di andare a fondo, viene salvato dall’amico, che lo prende sulle spalle e lo riporta a riva. Anche il cagnolino, un meticcio nero di media taglia, capisce che qualcosa non va e prova a salvare il 24enne. Nulla da fare: Ioan spinge l’amico, forse per salvarlo, forse perché sente che ormai non può farcela. Ma c’è un’altra speranza: Ioan arriva vicino ad un’altra isoletta di sabbia, parallela rispetto a quella dalla quale gli amici aveva deciso di mettere in ammollo i piedi. Il 24enne si avvicina, sembra rialzarsi in piedi perché nel mentre l’acqua è bassissima, ma non c’è nulla da fare. Ioan cade e non riemerge più.

Sono le 15 del pomeriggio, tutto avviene nel giro di un minuto. I tre amici di Ioan lo cercano, fanno il possibile, chiamano i soccorsi. Sul posto arrivano i carabinieri di Marcaria e i Vigili del Fuoco di Mantova. Ma molto presto ci si rende conto che l’unica cosa da fare è contattare i sommozzatori, sempre del nucleo pompieri, giunti da Milano. Arrivano anche due agenti della Polizia Locale di Marcaria. Le ricerche vanno avanti, il sole alto aiuta, ma non c’è nulla da fare. Gli amici, disperati, assistono dalla riva, rivivono momenti di vita vissuta. Poco dopo arriva il fratello di Ioan, che lavora per una ditta di Cerea (Ioan invece era impiegato a Mantova città): un amico del fratello chiede. “C’è qualche speranza?”. Occhi bassi, pochi hanno il coraggio di rispondere. Ma più il tempo passa, più è inutile farsi illusioni. Quello che doveva essere un pomeriggio di relax tra amici si è trasformato in una giornata tragica, impossibile da dimenticare.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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