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Addio a Gianfranco
Vezzoni, professore,
attivista, “camminatore”

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Nella foto il compianto professore Gianfranco Vezzoni

CASALMAGGIORE – Casalmaggiore piange il professore: è spirato nei giorni scorsi Gianfranco Vezzoni, classe 1927, per anni insegnante alle scuole di Casalmaggiore, Rivarolo del Re e San Giovanni in Croce come professore di educazione tecnica. Tra i primi “stanghini”, cioè tra i primi a diplomarsi allo Stanga, viene ricordato come un professore che seppe inserire all’interno della scuola il dialogo con i suoi alunni, in quanto non amava una scuola “militaresca”. Entrò a scuola e iniziò la sua carriera da insegnante con la nuova scuola media unificata, sotto la direzione del preside Vincenzo Sanfilippo.

Franco Bolsi, attuale professore di italiano al Polo Scolastico Romani di Casalmaggiore, e suo grande amico ricorda la capacità di unire “l’esperienza alla capacità di insegnare”. Non solo: “Franco” spiega Bolsi “sapeva insegnare la tecnologia ma in relazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile”. Bolsi ricorda a tal proposito il suo impegno a livello ambientale. “Tra gli anni ’70 e ’80 fu uno degli attivisti del gruppo Italia Nostra: erano gli anni in cui si iniziava a parlare della centrale nucleare e lui sensibilizzava anche i ragazzi sul campo, portandoli sul posto, da grande esperto di agronomia. Ricordo anche il suo impegno per salvare San Rocco, fu uno dei primi a mobilitarsi”.

Tra le due battaglie, ricorda Bolsi, anche la volontà di salvare negli anni ’80 l’edicola storica, poi effettivamente ristrutturata, in piazza Garibaldi. Tra i suoi “vizi” anche le “listonate” in piazza Garibaldi. “Era un grande camminatore, è una beffa” racconta Bolsi “che negli ultimi anni di vita facesse fatica a deambulare (poco meno di due settimane fa cadde in casa e venne salvato dai Vigili del Fuoco, anche se la morte sarebbe da ricondurre più che altro a problemi cardiaci, ndr). Lo ricordo come una sorta di eroe omerico, un personaggio possente, con una voce profonda”.

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