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International Festival
al via: la carica dei 110
per Casalmaggiore

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Nella foto un momento della conferenza inaugurale

CASALMAGGIORE – La carica dei 110 studenti del Casalmaggiore International Festival è arrivata nella giornata di domenica alla spicciolata da ogni parte del mondo tanto che, parole di Massimo Araldi, al solito in prima fila nell’organizzazione, “mai come quest’anno è stato difficile sistemare per filo e per segno l’accoglienza”.

Ma alla fine tutto è andato al suo posto e offrire ad ogni ragazzo, alcuni anche novizi, le linee guida per conoscere i segreti o anche soltanto il modus operandi di questo Festival – che diviene giusto quest’anno maggiorenne – è stato molto più semplice: è bastato infatti radunare musicisti in erba e professori, grandissimi professori di musica, nell’aula riunioni di Santa Chiara, nel cuore pulsante cioè dell’iniziativa che durerà dal 7 luglio al 27 luglio. Tre settimane di musica, principalmente, senza però dimenticare il “fun”, il divertimento, parola ripetuta spesso nel corso della conferenza “d’istruzioni” anche dallo stesso sindaco Filippo Bongiovanni: “We want to have fun”, vogliamo divertirci. Sottinteso, “con la vostra musica”.

Casalmaggiore accoglie 110 ragazzi in attesa di ascoltare 45 concerti, per un programma che è stato leggermente variato rispetto a quello originario presentato nella brochure ma che non subirà stravolgimenti sostanziali. A dare l’idea del carattere internazionale del concerto, al di là dei volti e degli occhi (molti quelli con taglio orientale, dato che Cina, Corea e Taiwan la fanno da padroni), anche la lingua scelta per la presentazione, ossia l’inglese, una differenza rispetto alle scorse edizioni.

“Abbiamo svolto un grande lavoro per avervi qui” ha spiegato in un sorriso Angelo Porzani, presidente del Casalmaggiore International Festival “e ora non vediamo l’ora di ascoltare la vostra grande musica. Speriamo che il tempo sia clemente, perché considerando lo sforzo che c’è dietro a questo festival, ce lo meritiamo. E’ il nostro primo incontro, non durerà troppo, perché sarà bello incontrarvi di nuovo ascoltandovi suonare”. Anche Filippo Bongiovanni, forgiato evidentemente dagli anni in amministrazione provinciale, in un inglese fluente ha voluto augurare buona fortuna ai ragazzi del Festival. “Ho solo 34 anni” ha precisato Bongiovanni suscitando una risata divertita dei ragazzi, molti dei quali si avvicinano a lui per età “. Vi ho il benvenuto e spero che possiate stare bene. Questa occasione è importante per condividere la musica e per portare il nome del nostro comune nel mondo. Per questo auguro a voi di trovarvi bene, perché possiate sempre portare un bel ricordo di Casalmaggiore nel vostro cuore. Buona fortuna, ragazzi”.

Al direttore artistico del festival Ann Shih la parte predominante della conferenza, in buona parte in inglese con qualche inserto cinese indirizzato ai nuovi studenti di Taiwan e Cina che non parlano l’inglese in modo “fluently”. “Quest’anno ci aspetta un lavoro molto intenso e senza sosta e dobbiamo partire dai ringraziamenti agli Amici del Festival, ai signori Araldi, Porzani, Rizzi, Martelli che hanno lavorato senza sosta e al maestro Giacomo Battarino che mi ha supportato nel coordinamento. Il grazie va anche a Casalmaggiore e ai suoi abitanti”.

Shih ha poi presentato uno ad uno i professori del corso tra i quali anche l’oboista Arnaldo De Felice, che ha origini proprio a Casalmaggiore da parte di madre, ed Edda Moser, una delle migliori soprano del mondo. Mancava, invece, il maestro Taras Gabora, tra i principali artefici del Festival quando tutto partì, 18 anni fa. Per questo il direttore artistico ha letto un suo messaggio, inviato a mo’ di lettera dal Canada (Gabora è reduce da un’operazione chirurgica al cuore). “E’ come se fossi lì con voi, anche se mi trovo in Canada” ha scritto Gabora ai ragazzi “. So che sarete assonnati ma eccitati per poter iniziare questa avventura. Ricordatevi che questo Festival è un’opportunità che avete per parlare di voi al mondo e per farvi conoscere. Spero che l’atmosfera di Casalmaggiore vi possa ispirare, sappiate che questo Festival si è sempre distinto per grande musica ed eccellenti performance”. Il premio Gabora, peraltro, è stato confermato: 4mila euro andranno così al migliore degli studenti del corso.

Un applauso caloroso è andato anche ad Alheydis Schneider, che ha visto nascere il festival e, come è stato detto, “conosce Casalmaggiore come le sue tasche: se avete qualche problema o qualche richiesta sulla città, chiedete a lei, andrete sul sicuro”. Prima di passare a questioni logistiche e organizzative, Shih ha reso omaggio alla cultura musicale cremonese, ricordando la figura artistica di Claudio Monteverdi, alla quale saranno dedicati alcuni concerti, e appassionando i ragazzi con la rapida anticipazione della visita (con concerto) al Museo del Violino di Cremona. “Saremo tutti molto impegnati” ha concluso Shih spiegando che alcuni ragazzi alloggeranno al Bifi Hotel e altri appunto a Santa Chiara “ma non vogliamo lasciare indietro nessuno, dunque non abbiate timore a chiedere, vi risponderemo. Non mi resta che augurarvi: abbiate una grande estate!”.

Un’estate all’insegna della musica che parte, dopo un “aperitivo” nel tardo pomeriggio a Santa Chiara (ore 17.45), proprio lunedì sera (ore 21.15) con il concerto tradizionale d’apertura nel cortile del Museo Diotti: a suonare saranno i maestri e gli studenti del corso, insieme. Se l’unione fa la forza, la qualità è insomma assicurata.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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